Olbia 1 settembre 2025 – La UIL FPL Sanità Gallura ha inviato una lettera al commissario straordinario della Asl Gallura Ottaviano Contu, all’assessore regionale alla Sanità Armando Bertolazzi e alla Conferenza socio-sanitaria denunciando il ripetersi di aggressioni contro operatori sanitari nei locali del Serd e nel Pronto soccorso di Olbia.
“Le lavoratrici e i lavoratori della Sanità, già sottoposti a elevati carichi di lavoro e condizioni organizzative difficili, non possono e non devono diventare bersaglio di violenze verbali e fisiche” si legge nella nota a firma drl segretario territoriale Vito Langiu e dai dirigenti sindacali Giovanni Casu e Massimo Puddu.
Secondo il sindacato, “negli ultimi anni si è registrato un preoccupante aumento di episodi di violenza e aggressioni ai danni del personale sanitario, soprattutto nei Serd e nei Pronto soccorso ma anche nei reparti ad alta affluenza”.
Nel documento si richiede l’istituzione di “posti fissi di Polizia di Stato all’interno dei principali presidi ospedalieri ad alta affluenza e a rischio”, oppure di attivare “pattugliamenti dedicati e rafforzati presidi mobili nelle fasce orarie più critiche”.
La UIL FPL sollecita “l’apertura di un tavolo inter-istituzionale con Ministero della Salute, Ministero dell’Interno, Prefetture, Aziende Sanitarie, Regione e organizzazioni sindacali per definire un piano di sicurezza locale a protezione del personale sanitario”.
Il documento elenca anche altre misure: “Presenza costante di personale di vigilanza e forze dell’ordine, implementazione dei sistemi di allarme e videosorveglianza, percorsi di formazione obbligatori sulla gestione delle situazioni a rischio, mappature delle installazioni da definire altamente sensibili e relativo codice di rischio. Questi episodi, ormai quotidiani – prosegue la nota -, mettono a serio rischio la sicurezza del personale e la stessa qualità del servizio offerto ai cittadini. Non accetteremo ulteriori ritardi o risposte formali, ogni nuova aggressione rappresenta una sconfitta delle istituzioni e una lesione dei diritti fondamentali dei lavoratori”.
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