Buddusò 9 agosto 2025 – Le indagini sull’omicidio di Marco Pusceddu proseguono senza sosta e si concentrano ora sulla sfera privata della vittima. La Procura di Sassari, attraverso i Carabinieri di Ozieri, penderebbe verso l’ipotesi di un movente passionale, dopo aver escluso l’ambito professionale.
Erano le 23 del 7 agosto quando il 51enne, soccorritore originario di Portoscuso, è stato ucciso nella sede del 118 Intervol di Buddusò, dove era in servizio. Un uomo ha suonato il campanello chiedendo espressamente di lui. Quando si è trovato davanti Pusceddu, lo ha colpito mortalmente al petto e alla testa con un’arma di piccolo calibro, e poi si è dato alla fuga. Il fatto che l’aggressore abbia pronunciato il nome della vittima prima di sparare potrebbe indicare che non conoscesse il soccorritore e agisse su incarico di qualcun altro come esecutore.
Gli investigatori stanno esaminando una precedente aggressione, mai denunciata, avvenuta in una piazzola di sosta nel sud Sardegna. In quell’occasione Marco Pusceddu aveva subito un grave trauma cranico, era entrato in coma ed era stato sottoposto a diversi interventi chirurgici. Dopo essersi ripreso, aveva dichiarato di non ricordare nulla.
Un altro episodio al vaglio degli inquirenti riguarda l’intrusione di una persona sospetta nel cortile della sede Intervol di Berchidda, dove il soccorritore aveva lavorato prima del trasferimento a Buddusò. Dopo il trauma cranico, infatti, era stato dichiarato inidoneo alla guida delle ambulanze.
Sul tavolo degli inquirenti anche la vicenda giudiziaria con l’ex compagna, con cui aveva avuto un rapporto conflittuale concluso con reciproche denunce per stalking. Secondo gli investigatori, questo elemento potrebbe restringere il perimetro dell’inchiesta.
A Buddusò Pusceddu era arrivato da poco e non era conosciuto. Il sindaco Massimo Satta ha escluso un coinvolgimento diretto della comunità locale, ipotizzando invece un omicidio punitivo legato al passato privato della vittima. Fondamentali saranno anche le testimonianze dei due colleghi presenti al momento del delitto.
































