OLBIA 31 luglio 2025 – Da questo weekend il servizio di Emodinamica dell’ospedale Giovanni Paolo II garantisce copertura H24, sette giorni su sette, inclusa la notte tra domenica e lunedì. Il potenziamento riguarda il trattamento dell’infarto miocardico acuto a S-T sopraslivellato.
Il potenziamento rappresenta un salto di qualità per l’intera rete sanitaria regionale. “Grazie a un processo di riorganizzazione interna che abbiamo avviato con determinazione e alla collaborazione dell’Unità UTIC di Cardiologia e del personale infermieristico – sottolinea la direzione aziendale della Asl Gallura – Olbia diventa un tassello fondamentale per tutta la rete regionale in materia di interventi per questa patologia tempo-dipendente”.
L’obiettivo è garantire interventi tempestivi contro una patologia in cui ogni minuto è decisivo. Per completare il quadro della continuità assistenziale, l’azienda sanitaria ha promosso un bando per acquisire due cardiologi aggiuntivi destinati all’Unità Operativa. “Era una delle priorità che avevamo fissato e siamo soddisfatti che questo processo si stia concludendo positivamente”, aggiungono dalla direzione.
Giuseppe Sabino, direttore dell’Unità Operativa UTIC/Cardiologia, inquadra il risultato in una prospettiva più ampia: “Si tratta di un risultato importante non solo per la Gallura ma per tutta l’Isola, perché il potenziamento di Olbia consente di ottimizzare ulteriormente la macchina dell’assistenza finalizzata al trattamento dell’infarto miocardico acuto”.
La struttura gallurese non sarà più solo al servizio del territorio locale, ma dell’intera regione, integrandosi nella rete STEMI che coordina uomini e mezzi per intervenire nel minor tempo possibile. “Cresce anche la qualità del lavoro in rete tra operatori di tutte le Aziende Sanitarie – sottolinea Sabino -. Non saremo solo al servizio del territorio gallurese ma dell’intera Regione, in quanto parte integrante della rete STEMI che attraverso il coinvolgimento di uomini e mezzi si adopera per intervenire nel più breve tempo possibile per ridurre i rischi conseguenti all’evento ischemico e salvare delle vite”.
































