OLBIA 29 luglio 2025 – “Siamo costretti a pagare di più ma in cambio abbiamo una città più sporca”. Il Partito Democratico olbiese non usa mezzi termini durante l’assemblea pubblica, molto partecipata, organizzata nella sede di via Danimarca. Al centro del dibattito, coordinato da Paolo Marcetti, il consistente aumento della tariffa sui rifiuti che colpirà le famiglie con un aumento che arriva a toccare il 25% in più rispetto allo scorso anno
L’incremento porterà l’appalto per la De Vizia da 18 a 24 milioni di euro, mentre il servizio di raccolta continua a mostrare gravi criticità. “Vere inadempienze” secondo l’opposizione in consiglio comunale.
“Nizzi scopre che Olbia è una città turistica”
Pietro Spano, segretario del circolo Pd, ha aperto i lavori denunciando come “il peso della vocazione turistica non può pesare esclusivamente sulle spalle dei cittadini”. L’esponente democratico ha sottolineato l’assurdità di dover pagare un servizio più caro con l’amministrazione che sembra accorgersi solo quest’anno della crescita estiva dell’utenza olbiese.
“Evidentemente fino all’anno scorso il flusso turistico non rendeva necessario l’aumento della tassa – ha ironizzato Spano -. Un vero paradosso”. La nuova distribuzione dei mastelli viene infatti collegata alla rimodulazione del servizio e non al bando di gara aggiudicato alla De Vizia nel 2023. “Un bando che lo stesso dirigente Antonello Zanda ha definito sbagliato”.
I numeri dell’aumento e i disservizi quotidiani
La consigliera comunale Ivana Russu ha illustrato i dettagli dell’incremento: “Da 18 milioni di euro comprensivo del servizio degli sfalci, oggi diventa 24 e senza più quel servizio che probabilmente verrà affidato all’Aspo”. La capogruppo democratica ha denunciato il degrado delle periferie: “Invito tutti ad andare oltre il centro storico e vedere le piazzette delle periferie, il parchetto Baden-Powell, la zona di fronte a piazza Nassiriya. Decine di aiuole sono completamente abbandonate”.
Il problema più grave riguarda però i disservizi quotidiani. “Molto spesso non avviene il ritiro dei mastelli – ha spiegato Russu -. Chiamate continue dei cittadini per farli ritirare ma non risponde nessuno”. Una situazione definita assurda per un servizio così costoso.
“Mentre tutto questo disservizio è presente in città, l’aumento della Tari è già avvenuto – ha aggiunto la consigliera -. Ci troveremo a fine anno a dover pagare l’imposta aumentata, sapendo che alcuni servizi saranno erogati non prima del 2026. Praticamente li paghiamo in anticipo. Voglio sottolineare che la responsabilità del disservizio della De Vizia è da attribuire esclusivamente al sindaco Nizzi che, sia ben chiaro, ha tenuto per sé la delega e non ha mai voluto cederla a nessun assessore”.
Il controllo dell’Anticorruzione
Il consigliere Gianluca Corda ha analizzato i documenti ufficiali, citando la motivazione dell’aumento pubblicata sul sito dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione): “Il Comune dice che c’è stato un adeguamento del servizio per il non preventivabile incremento delle utenze turistiche. Come se il 30 maggio 2025 il Comune si fosse reso conto di amministrare una città turistica”.
Una giustificazione definita “ridicola” considerando che si tratta di “una modifica che arriva due anni dopo la gara”. I numeri sono impressionanti: la De Vizia aveva vinto la gara con un ribasso del 4,25% per 91 milioni e 479mila euro, ma ora si aggiungono 30 milioni e 524mila euro per le modifiche. “Molto più del ribasso iniziale” ha sottolineato Corda.
I membri del Pd hanno anche criticato la comunicazione sui controlli dei rifiuti, sempre “altalenante e mai efficace”: “Nizzi diceva che avrebbe risposto tutto. Ha parlato di ‘Grande Fratello’ con le telecamere puntate a scovare i furbetti, si sono chiamate le guardie ecozoofile per i controlli e infine si sono tolti gli ecobox anziché disciplinarli. Grave errore che soprattutto piccole attività turistiche regolari stanno pagando a caro prezzo”.
L’appello ai cittadini per una class action
La consigliera Maddalena Corda ha lanciato un appello diretto: “Questa città è rassegnata e purtroppo non si indigna più. Noi abbiamo bisogno di voi cittadini, da soli non possiamo fare niente. Penso proprio che si possa fare una class action, perché gli estremi ci sono. Studiamocela insieme. Noi siamo a disposizione”.
Secondo l’opposizione, l’amministrazione comunale ha commesso due gravi errori: “Aver programmato malissimo il servizio e non aver esercitato nessuna forma di controllo in due anni e mezzo – ha spiegato Gianluca Corda -. Ci dovremmo quanto meno aspettare un attento controllo dei termini dell’appalto da parte dell’amministrazione che, evidentemente, guarda altrove”.
“Un dettaglio significativo – ha concluso Gianluca Corda -: il nuovo appalto dei rifiuti non è mai transitato in commissione ambiente e mai in commissione lavori pubblici”.
La richiesta del Pd è chiara: “L’amministrazione dovrebbe congelare per un anno l’aumento della Tari, trovare nel bilancio comunale altre risorse e rimettere a posto l’idea su come gestire questa partita”. Un appello che difficilmente verrà accolto da una maggioranza che, tra le altre cose, ha già approvato gli aumenti.
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