OLBIA 29 luglio 2025 – Una battaglia per salvare l’anima di Porto Rotondo. La Fondazione Porto Rotondo scende in campo contro il nuovo Piano Particolareggiato del comune di Olbia che prevede oltre 20.000 metri cubi di nuove edificazioni, denunciando un’operazione speculativa che rischia di deturpare per sempre uno dei borghi più iconici della Sardegna.
Il presidente Leonardo Donà dalle Rose e il presidente onorario Luigi Donà dalle Rose hanno presentato osservazioni articolate al nuovo Piano Urbanistico Comunale di Olbia, mobilitando specialisti qualificati per contrastare quello che definiscono “un atto grave dal punto di vista procedurale”.
La polemica si accende proprio mentre il 30 luglio il Consiglio Comunale si prepara ad approvare il piano, “senza attendere la conclusione dell’iter del PUC e ignorando il confronto pubblico. Porto Rotondo non è un insediamento qualsiasi – sottolineano dalla Fondazione -. È il frutto di una visione progettuale unica che ha generato un’identità urbana di architetture mediterranee, spazi pubblici significativi e opere d’arte”.
L’eccezionalità del luogo trova conferma nel recente Decreto ministeriale di vincolo della Soprintendenza di Sassari e Nuoro dello scorso giugno, che ha riconosciuto valore non solo alla Chiesa di San Lorenzo ma all’intero impianto urbano di Porto Rotondo.
Le osservazioni della Fondazione chiedono di fermare qualsiasi nuova edificazione e di sottoporre l’intero ambito a tutele paesaggistiche coerenti con il Piano Paesaggistico Regionale. Gli studi tecnici allegati alle osservazioni documentano anche rischi idraulici che potrebbero aggravare criticità già esistenti.
“La tutela di Porto Rotondo è un interesse pubblico non negoziabile – precisano i Donà dalle Rose -. Non si tratta di una battaglia nostalgica né della difesa di un interesse privato: si tratta di preservare un patrimonio paesaggistico, culturale e identitario che appartiene alla Sardegna e all’Italia intera”.
La Fondazione denuncia l’intenzione dell’amministrazione comunale di procedere con un piano che “tratta Porto Rotondo come un’area edificabile qualsiasi, ignorandone storia, valore e identità”. Un approccio che renderebbe “di fatto inascoltate” le osservazioni presentate nell’ambito del procedimento urbanistico generale.
L’appello finale è per il ritiro o la sospensione dell’approvazione del Piano Particolareggiato, con la richiesta di “avviare un confronto serio e trasparente, nel rispetto delle regole e del valore del luogo”.
































