L’Olbia Calcio è di nuovo in bilico. L’iscrizione al prossimo campionato di Serie D è tutt’altro che certa, e solo nelle ultime ore si è saputo, attraverso canali non ufficiali, che la COVISOD ha escluso – al momento – la squadra gallurese per irregolarità nei documenti presentati. La società, però, tace. Nessun comunicato ufficiale, nessuna conferenza stampa.
L’unica speranza sembra essere legata a una distinta di bonifici che la dirigenza bianca avrebbe effettuato per saldare la mensilità di maggio ai calciatori. Se il denaro arriverà effettivamente nei tempi utili sui conti degli atleti, l’Olbia potrebbe essere riammessa in extremis alla Serie D. Altrimenti, si profilano scenari drammatici: un’esclusione definitiva e un inevitabile declassamento nei campionati dilettantistici inferiori.
A dire il vero la situazione dell’Olbia Calcio appare la meno grave rispetto a tutte le atre società (si parla del 30% delle squadre partecipanti all’ultimo torneo di serie D) la cui iscrizione è stata respinta oppure ancora tenuta in sospeso. Tutto questo la dice lunga sullo stato di salute del calcio in Italia partendo – come sempre – dall’alto per arrivare anche alle società dilettantistiche.
Anche quest’anno, la storia si ripete. La dirigenza svizzera della Swiss Pro ha atteso l’ultimo minuto utile per inviare la documentazione per l’iscrizione: tutto è partito alle ore 16:58 dell’ultimo giorno disponibile, con scadenza fissata alle 17:00. Un tempismo da zona Cesarini. Peccato che, come nel 2024, i documenti risultino incompleti: manca proprio la prova del pagamento della mensilità di maggio. Una situazione che ricorda molto da vicino quella dello scorso anno, quando l’Olbia fu inizialmente esclusa per aver presentato una documentazione fasulla e priva di riscontri oggettivi. Poi arrivò il ripescaggio, e con esso un campionato travagliato: quattro allenatori si sono avvicendati in panchina, tra polemiche e prestazioni altalenanti. Nel frattempo, la città assiste all’ennesima puntata di un copione stanco.
A giugno, era stato presentato con grande enfasi il nuovo allenatore e annunciato un piano ambizioso: vincere la Serie D e conquistare la Serie B entro quattro anni. La dirigenza dichiarava pubblicamente di aver imparato dagli errori del passato e di essere pronta ad affrontare la nuova stagione con sicurezza. Parole che oggi suonano vuote, alla luce della realtà.
L’Olbia continua a navigare in acque agitate, nel pieno di una crisi che ha avuto inizio nel novembre 2023, – culminata poi con la retrocessione dalla Serie C – e non sembra trovare soluzione. Eppure, nonostante tutto, l’Olbia mantiene un certo fascino. Si vocifera che alcuni gruppi imprenditoriali stiano seguendo da vicino la situazione, pronti a intervenire in caso di crollo della proprietà attuale.
Una sorta di corte dei Proci attorno al trono vacante di Ulisse, con la società bianca nel ruolo di una moderna Itaca. Intanto, i tifosi restano sospesi tra speranza e disillusione, aggrappati al desiderio di vedere ancora la propria squadra militare almeno in Serie D. Le prossime ore saranno decisive per il futuro dell’Olbia Calcio.
































