Siamo alla fine di 120 anni di storia, oppure anche questa volta la dirigenza dell’Olbia marchiata Swiss Pro troverà un salvagente all’ultimo minuto?
Al momento non sono disponibili i fondi necessari per saldare nemmeno la mensilità di maggio. Le iscrizioni al campionato di Serie D si chiuderanno il 10 luglio alle ore 17:00, e la dirigenza comunica che rilascerà dichiarazioni solo in quella data.
L’anno scorso il contributo di Ninni Corda e la professionalità dell’avvocato Chiacchio riuscirono dopo una settimana di ansia e preoccupazioni a salvare la squadra bianca dall’esclusione dal torneo. Quest’anno durante una conferenza stampa al limite del grottesco Benno Reaber, ostentando grande sicurezza, dichiarava: “Abbiamo fatto esperienza delle cose negative commesse durante questa stagione e non commetteremo più gli stessi errori”. Tutto vero? Ma anche no!
Infatti, così come lo scorso anno, città, tifosi e supporters sono ancora in tensione per capire cosa succederà all’Olbia Calcio. Il fatto sta che solo nella giornata di martedì i due dirigenti bianchi hanno realizzato che i soldi della Regione non sarebbero arrivati in tempo per saldare almeno le spettanze di maggio, mentre del solito bonifico dell’unico finanziatore della società – Murat Ylmaz – ancora nessuna novità. Così come l’anno scorso i due dirigenti iniziano a muoversi alla ricerca di capitali (servono almeno 150 mila euro giusto due briciole) e provano a chiedere a destra e a manca se qualcuno è disposto ad anticipare quella somma per consentire alla società di iscriversi al torneo di serie D, tanto poi la provvidenza farà il resto.
E così saltano fuori nuovi imprenditori come lo scorso anno, chi disposto a pagare in criptovalute, chi addirittura da mesi vorrebbe acquisire il club ma le richieste della proprietà sono inquietanti e sembrano più venute fuori da una partita di Monopoli nella cessione di Parco della Vittoria e Viale dei Giardini, piuttosto che da un ragionamento logico, basato sul valore reale della società che attualmente è solo un coacervo di debiti. Addirittura, si vocifera di un eventuale salvagente lanciato dalla vecchia proprietà ma la dirigenza attuale non è disposta a passare la mano. Gli amministratori, sulla scorta della loro affidabilità, chiedono la fiducia di chiunque voglia anticipare le somme per salvare l’Olbia. Della serie: “Io rimango proprietario della società e tu prestami i tuoi soldi sulla fiducia”.
Infine, pare che da uno pseudo comitato dei calciatori creditori di due stipendi sia arrivato un messaggio di questo tipo: “Noi firmiamo le liberatorie – anche senza aver visto un euro – ma i due dirigenti si devono dimettere”. Un attestato di stima nei confronti dell’attuale proprietà davvero commovente.
Adesso, si attende il passare delle ore per capire se anche quest’anno ci sarà il miracolo – come per il sangue di San Gennaro – oppure si porrà la parola fine a 120 anni di storia.
In questi momenti ci si può affidare alla speranza che i denari necessari arrivino entro il 10 luglio, anche se poi servirà avere le liberatorie dei calciatori, compresi quelli tenuti fuori squadra per metà campionato a seguito di restrizioni punitive.
Chi ha a cuore le sorti dell’Olbia Calcio ci spera ma una cosa è certa, questa dirigenza non può più continuare a gestire così una società gloriosa con una storia importante.
E mentre l’Olbia affoga nelle difficolta finanziarie, la classe politica e imprenditoriale della città fa spalluce con nonchalance e indifferenza.
































