OLBIA. Un cellulare dimenticato sulla scena del crimine ha incastrato il vandalo che nella notte di ieri ha devastato la chiesetta ortodossa di Santa Croce adiacente alla chiesa di San Paolo a Olbia. L’identificazione del responsabile è avvenuta nel modo più inaspettato: l’uomo stesso si è presentato dal parroco per reclamare il telefonino smarrito durante l’atto sacrilego.
Non c’è stato bisogno di complesse indagini informatiche o di sofisticate tecniche investigative. Il vandalo, probabilmente accortosi solo in un secondo momento di aver perso il telefono, ha deciso di rivolgersi direttamente a don Gianni Satta per recuperarlo.
Il parroco di San Paolo, pur non volendo commentare nei dettagli l’incontro con l’autore del gesto vandalico, ha confermato l’accaduto limitandosi a riferire che l’uomo si presenterà spontaneamente domani mattina presso la stazione dei Carabinieri che avevano già avviato le indagini sul caso.
L’episodio ha dell’incredibile per la sua dinamica. Raramente capita che un responsabile di atti vandalici si autodenunci involontariamente ma, evidentemente, la necessità di recuperare il proprio cellulare ha spinto l’uomo a uscire allo scoperto.
La chiesetta ortodossa adiacente a quella di San Paolo aveva subito ieri notte un grave atto vandalico che aveva destato preoccupazione nella comunità olbiese. Il gesto aveva colpito un luogo di culto particolarmente caro ai fedeli ortodossi della città, suscitando indignazione e solidarietà da parte della cittadinanza.
Resta da capire quali saranno le conseguenze legali per l’autore del danneggiamento e se oltre alla denuncia spontanea ci saranno anche iniziative per il risarcimento dei danni causati alla struttura religiosa.
































