OLBIA. A poche settimane dall’azione devastante di vandali che ha colpito la chiesa di San Vittore, la diocesi di Tempio Ampurias ha risposto con decisione. Grazie al sostegno del Comitato e all’impegno della ditta Digito 2S, il luogo sacro dedicato al primo vescovo cristiano della Sardegna sarà ora protetto da un impianto di videosorveglianza e da un nuovo sistema d’allarme.
“È la risposta concreta che i fedeli e chi è affezionato a questo luogo di preghiera, di silenzio e di culto dà a chi invece vandalizza – afferma Francesco Tamponi, direttore dell’Ufficio Beni culturali e Ecclesiastici -. Chi compie certi gesti è senza cultura delle proprie radici e delle proprie origini, è pronto anche a spellare la propria madre dentro questo disordine assoluto che stiamo vivendo, anche a Olbia purtroppo”.
La zona sarà interamente coperta dalle telecamere, ma la diocesi mantiene il riserbo sulla loro collocazione esatta. Il sistema sarà gestito da più persone in controllo remoto per garantire un eventuale intervento tempestivo. “È importante che chi non ha coscienza di mantenere i propri beni e di renderli disponibili a tutti, alla comunità, sappia che è controllato”.
La diocesi sottolinea il valore simbolico e pratico di questa azione. “Questo è il motivo del perché stiamo comunicando questa iniziativa – continua Tamponi -. C’è anche da dire che in prospettiva sarà molto bello ritrovarci insieme come comunità durante la festa di San Vittore, che è anche il secondo momento di preghiera, dopo quello di San Simplicio, più importante della città”.
L’intervento si inserisce in un piano più ampio di messa in sicurezza degli edifici sacri, anche se le risorse disponibili non consentono una copertura totale. “Abbiamo quasi 300 chiese da coprire – spiega Tamponi -, però questa iniziativa è importante perché parte dalla sensibilità di chi ha a cuore la propria chiesa e il proprio luogo di culto, quindi dalla gente”.
Il direttore respinge infine ogni allarmismo su presunti riti esoterici: “Stupidate, quali riti esoterici? Sono povertà culturali, sono demenze, sono vere e proprie condizioni di chi va alla ricerca di sacro e invece di abbeverarsi alle fonti limpide dell’acqua pura va ad abbeverarsi alle povere pozzanghere pensando di poter comprimere la sacralità dentro che cosa? Dentro quattro gesti che servono solo per prendersi in giro. Abbiamo a che fare con veri imbecilli”.
A margine dell’incontro con i giornalisti don Francesco Tamponi ha mostrato una rarità presente nella chiesa dagli anni ’20. Si tratta di una rappresentazione eretica della Trinità raffigurata da tre Gesù. “La Trinità non può essere così rappresentata. Come si vede, il Cristo al centro ha nel petto l’occhio, a sinistra l’agnello e quello a destra la colomba. Un’immagine eretica, ma al tempo stesso preziosa, che fa ormai parte della chiesa da oltre un secolo”.

































