OLBIA. Nel vivace panorama calcistico olbiese, non tutte le luci dei riflettori sono puntate sulla prima squadra cittadina. Esiste un mondo nascosto e affascinante nel sottobosco del calcio minore, dove la passione per la sfera di cuoio conserva ancora la sua essenza più genuina e coinvolge tanti giovani olbiesi. Stiamo parlando del campionato di Seconda Categoria, in cui militano squadre come l’Academy Porto Rotondo, una società gestita con grande attenzione ai costi e un impegno encomiabile, e il Tavolara, una nobile decaduta del calcio isolano con ben settant’anni di storia alle spalle, un passato glorioso fatto anche di partecipazioni a campionati di Serie D, oggi categoria della squadra principale della città.
In queste realtà calcistiche, il calcio si vive come una volta: per pura passione. Non ci sono riflettori abbaglianti o stipendi milionari, ma il piacere di scendere in campo e tutto ciò che ruota intorno alla preparazione settimanale. E proprio in questa cornice si inserisce l’attesissimo scontro tra Academy Porto Rotondo e Tavolara, che si sfideranno sabato alle 15:00 sul campo di Tanca Ludos per la venticinquesima giornata di campionato.
Come spesso accade quando si affrontano due squadre storicamente legate da rivalità sportiva, l’avvicinamento alla partita è accompagnato da un’atmosfera particolare: avversari in campo, mai nemici fuori. Non mancano i consueti sfottò e quel pizzico di sana ironia che, in fondo, rende tutto ancora più speciale. È il calcio di provincia, autentico, fatto di volti, storie e momenti che rimangono impressi più di un gol segnato sotto le luci di uno stadio.
In questo clima di attesa e passione abbiamo avuto il piacere di ascoltare le voci dei due capitani delle squadre, protagonisti di una sfida che li vede separati in classifica da pochi punti.
Da una parte Massimo Piccinnu, leader dell’Academy Porto Rotondo, dall’altra Gian Luca Siazzu, un volto ben noto al pubblico olbiese, un’autentica leggenda del calcio locale.
Siazzu, prossimo a spegnere cinquanta candeline, continua a correre dietro a un pallone con l’entusiasmo e la grinta di un ragazzino, dimostrando che la passione per questo sport non conosce limiti di età. Due capitani, due simboli di un calcio genuino, pronti a guidare le loro squadre in una partita che promette emozioni, ma che racconta anche il valore umano e sportivo di questi protagonisti.
Come arrivate al derby di sabato?
Piccinnu. Al derby approcciamo sicuramente con un’alta dose di fiducia in noi stessi. Arriviamo dopo una partita tiratissima contro l’Alà dei Sardi dove al di là del risultato di parità noi abbiamo confermato ritmo e bel gioco. Siamo un buon gruppo e credo che faremo una buona prestazione, per noi, per i dirigenti Setzi e Bonino che stanno impegnando tante risorse per il proseguimento del progetto e, soprattutto, nella cura del settore giovanile.
Siazzu. Arriviamo al derby fiduciosi e con la voglia di fare bene. Il derby è sempre un derby e nessuno lo vuole perdere.
Quale finale di stagione auspicate per la vostra squadra?
Piccinnu. Il nostro obiettivo principale rimane la salvezza, abbiamo sbagliato alcune partite ma abbiamo buone possibilità di fare bene. Sabato il derby sarà una partita importante perché può cambiare la storia della nostra stagione.
Siazzu. Nel nostro finale di stagione dobbiamo raccogliere più punti possibile e concludere dignitosamente il campionato in corso, soprattutto perché la dirigenza ha dovuto affrontare non pochi problemi logistici.
Chi è il calciatore avversario che più vi spaventa?
Piccinnu. Partiamo dal presupposto che non temiamo nessuno, abbiamo tanto rispetto per gli avversari e soprattutto per Gian Luca Siazzu che è una bandiera per il Tavolara e non solo. Sarà sicuramente una partita combattuta, ma soprattutto speriamo sia bella, possa esaltare i valori dello sport e fare divertire i tifosi che mi auguro siano tanti.
Siazzu. Tanti anni nel calcio mi hanno insegnato a non avere mai paura. La paura non fa parte del mio vocabolario, bisogna scendere in campo sempre con grande coraggio. Il rispetto invece è un’altra cosa. Credo che nel calcio si debba ragionare così.
Un pronostico?
Piccinnu. Secondo me vinceranno loro. Un po’ di scaramanzia non guasta.
Siazzu. Sarà un derby da tripla. Proprio perché il derby sfugge sempre ad ogni logica.
Poi a Siazzu non poteva mancare la domanda sullo stato attuale dell’Olbia Calcio. “L’Olbia spero arrivi nel calcio che merita – risponde Siazzu – è la sua storia che parla. Io forse sono troppo innamorato di quella maglia che merita molto ma molto di più di ciò che vediamo oggi”.
Sabato, sul campo di Tanca Ludos, non ci saranno milioni in palio né contratti stellari, ma ci sarà qualcosa di molto più importante: l’orgoglio, la determinazione e l’amore per il gioco. Qualunque sia il risultato finale, questa sfida celebrerà ancora una volta il vero spirito del calcio, quello che appassiona, unisce e rimane nel cuore di chi lo vive, sugli spalti o sul terreno di gioco. Un derby da tripla, come ha detto Siazzu, ma soprattutto un derby che farà brillare i valori più puri di questo sport.
































