★VIDEO★ OLBIA. “Non possiamo solo continuare a discutere e poi proseguire a maltrattare, sfruttare e violentare la terra. Non possiamo continuare a parlare e poi farci prendere dall’amnesia per le parole che abbiamo detto perché o ci decidiamo davvero a essere dalla parte della natura oppure si va verso l’imprevedibile, il punto di non ritorno”. Parole pronunciate da don Gianni Sini, vicario del vescovo, durante la messa in ricordo delle vittime dell’alluvione celebrata sul lungomare Escrivà. Parole che invitano a una presa di coscienza e responsabilità da parte di tutti affinché ognuno faccia la sua parte e tratti il mondo con più amore e consapevolezza.
Quel tragico 18 novembre 2013 persero la vita Sebastiana Brundu, Bruno Fiore, Maria Loriga, Patrizia Corona, Morgana Giagoni, Maria Massa, Enrico Mazzoccu, Francesco Mazzoccu e Anna Ragnedda. La cerimonia solenne per tenere vivo il ricordo è stata organizzata dall’amministrazione comunale vicino ai nove monoliti in memoria di chi perse la vita, realizzati lo scorso anno dall’artista Nicola Filia. Alla celebrazione religiosa, officiata da don Sini insieme a don Andrea Raffatellu, e animata dai canti del coro Perosi, hanno partecipato il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, il prefetto Grazia La Fauci, il procuratore della Repubblica Gregorio Capasso, il questore Filiberto Mastrapasqua, autorità civili e militari, forze dell’ordine, associazioni di volontariato e di protezione civile. Presenti alcuni familiari delle vittime dell’alluvione e cittadini, forse pochi rispetto a quanti ci si aspettasse.
“È tempo di fare sul serio perché il conto che la natura ci pone davanti è talmente salato ed evidente che non possiamo più disattenderlo – ha aggiunto don Sini durante l’omelia -. Ce la possiamo prendere con il destino, con il fato? No, dobbiamo prendercela con noi stessi. Ciascuno per le cose che non ha fatto, per gli impegni che non ha portato avanti. La madre terra da alleata è diventata nemica. Da qui deve nascere l’impegno da parte di tutti, della Chiesa, delle istituzioni, della comunità civile, proprio perché ci sia sempre un rispetto dell’ambiente, un rispetto della natura, perché il creato non sia mai un nostro antagonista ma sia un nostro fratello da amare, servire e custodire”.
“Vorrei esprimere il mio ringraziamento a tutti coloro che in quei giorni hanno lavorato instancabilmente, ignorando la propria stanchezza e i pericoli affrontati – ha detto il sindaco Nizzi dopo la messa -. Un riconoscimento speciale va alle forze dell’ordine, al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e alle associazioni della città, che rappresentano un esempio di solidarietà e aiuto verso il prossimo”.
La cerimonia si è chiusa con la deposizione di una corona di fiori sulla lapide che riporta i nomi delle vittime, e con la benedizione, da parte di don Sini, dei nove monoliti. Di seguito il servizio andato in onda nel Tg di Telesardegna ⬇️
































