La conferenza stampa del pre-gara in vista dell’incontro con il Costa Orientale Sarda in realtà diventa la presentazione ufficiale del tecnico Jose Marcelo Ferreria meglio noto come Ze Maria.
Il nuovo allenatore dell’Olbia, grazie alla sua esperienza da calciatore e alla notorietà acquisita in Italia giocando con Parma, Perugia e Inter, si presenta in sala stampa molto sereno come se fosse qui ad Olbia da tanto tempo.
Mister come ha accettato questa impresa e come ha trovato la squadra?
“Il presidente mi aveva già cercato questa estate quando la società ambiva al ripescaggio in serie C, poi, tenuto conto della conclamata retrocessione alla categoria minore ci siamo lasciati e, come spesso capita, ora ci siamo ritrovati insieme per affrontare questa impresa. Ho accettato l’invito dell’Olbia perché mi sono sempre piaciute le imprese difficili e perché la squadra ha un suo blasone. La scommessa Olbia per me è affascinante, anche in vista dei centoventi anni che la società compirà nel 2025. Quando una squadra su dieci partite ne pareggia tre e ne perde sette è chiaro che è un team che ha dei problemi, devo dire però che ho trovato dei ragazzi molto disponibili e votati al sacrificio”.
Lei ha dato uno sguardo al campionato di serie D e alla rosa, che idea si è fatto?
“Nella mia carriera da allenatore ho già fatto la serie D ed ho affrontato una situazione molto simile a questa con il Città di Castello; poi alla fine abbiamo fatto i play off ed è andata bene. Ciò che ho trovato qui è un gruppo di buon valore per la categoria, adesso spetta a me inserire il più velocemente possibile le mie idee di calcio nella testa dei ragazzi. Certo in questi tre giorni ho cercato di lavorare sul ritmo per imprimere in loro il concetto della velocità e vedo che, con un po’ di sacrificio, mi stanno seguendo”.
Quale è il suo obiettivo?
“L’obiettivo è uscire in fretta da questa situazione, oggi la squadra si trova penultima in classifica per cui lavoreremo tutti insieme per lasciarci alle spalle questa situazione. Nella mia mente c’è la volontà di trasmettere un gioco corale. Finora non ho visto un calciatore che possa fare la differenza, non credo di avere Messi nel gruppo per cui dobbiamo giocare da squadra”.
Nell’ultima partita giocata l’Olbia ha vinto, cercherà di dare continuità?
“La continuità la devo dare per forza anche perché non conosco ancora bene tutti i giocatori, ho visto che vincendo tre a zero hanno poi avuto dei cali di attenzione e subìto un gol a tempo regolamentare già scaduto. Ho visto che anche nel secondo tempo il ritmo è calato e questo non può avvenire perché le partite durano novanta minuti – anche più – e non quarantacinque. A livello tattico continueremo sulla strada tracciata da mister Gatti e poi dalla prossima settimana proveremo insieme a cercare di trasmettere il mio modello tattico. Attendo comunque un segnale dai ragazzi per capire se si trovano già bene così oppure è il caso di cambiare”.
Dal punto di vista atletico come ha trovato la squadra?
“Ho trovato un gruppo a buon punto, poi ogni allenatore ha una sua idea di calcio, singolarmente ho trovato alcuni calciatori già in linea con le attese mentre altri devono ancora lavorare per migliorare su certi aspetti; per esempio, il peso. Alcuni sono davvero alti ma sotto questo aspetto devono lavorare perché sono atleti e pertanto devono vivere da atleti; quindi, per qualcuno il carico di lavoro aumenterà per portare tutti allo stesso livello”.
Mister all’undicesima giornata i numeri ormai parlano in maniera eloquente, l’Olbia ha un attacco debole, tra un po’ riaprirà il mercato di riparazione in quali settori bisognerà intervenire?
“La squadra così non va bene ma, per esempio, abbiamo solo un play ed è il capitano quindi parlerò con la società affinché ci sia anche un sostituto. Poi devo parlare con i ragazzi e qui mi prendo tempo ancora una settimana per capire bene dove intervenire”.
La partita di domani è un derby contro una squadra che ha appena cambiato allenatore.
“Un derby è sempre un derby e per questo è sempre una partita particolare, sia qui come a Milano, ogni calciatore la vorrebbe giocare per cui ho parlato con i ragazzi ed ho chiesto più coesione, più unità, più aggressività. I risultati finora ottenuti non hanno aiutato a rafforzare la mentalità vincente”.
Dal punto di vista tecnico Amelia inquadrava De Grazia come secondo trequartista, Gatti invece lo vedeva esterno destro con piede invertito, lei come lo vede?
“Allora domani giocherà come lo faceva giocare Gatti largo a sinistra, poi il ragazzo è molto bravo per la categoria, ha un piede educato, è intelligente ma, come detto prima, fa parte di un gruppo, quindi, dovrà trascinare il gruppo. Lui, per quanto ho potuto capire, è un calciatore che ha bisogno di spazio per potersi esprimere al meglio”.
Ci lasciamo dandoci appuntamento a domani per affrontare il terzo debry della stagione.
































