★VIDEO★ SAN TEODORO. Quando l’auto ha varcato il cancello di casa fra gli applausi, le urla e le lacrime di gioia di amici e parenti ai lati della strada, è sembrato di assistere al pasillo de honor, l’omaggio che nel calcio viene tributato alla squadra vincitrice dello scudetto al momento dell’ingresso in campo.
Oggi però a San Teodoro si è festeggiata una vittoria molto più importante, dopo un lungo periodo di sofferenze, paure e speranze. Davide Demuro, 45 anni, dopo 9 mesi e 23 giorni ha potuto finalmente riabbracciare la sua terra e le tante persone che lo hanno supportato nella sua battaglia.
Affetto da anemia mediterranea, una malattia del sangue ereditaria con un’alta incidenza in Sardegna, Davide viene trasportato d’urgenza al Policlinico Agostino Gemelli di Roma lo scorso 19 dicembre, con una situazione estremamente critica, il ricovero in terapia intensiva e il trapianto, il secondo, come unica via d’uscita da un quadro clinico che appariva compromesso.
“Il 19 Dicembre 2023 ebbe inizio la lunga Odissea – scrive Davide sulla sua pagina facebook – ma non si tratta di Ulisse che girovaga nelle 12 tappe prima del rientro a Itaca. Questo è un nuovo capitolo della mia storia, di un’altra Odissea, l’ennesima, durata 9 mesi e 23 giorni”.
Davide Demuro è una persona molto conosciuta in Gallura. Dipendente della Provincia di Sassari come referente del servizio personale per la zona omogenea di Olbia-Tempio, è stato in passato assessore alla pubblica istruzione del comune di San Teodoro.
Legatissimo al suo paese, amante del mare e appassionato di sport, ha affrontato questa durissima esperienza munito del conforto instancabile dei suoi genitori e delle tantissime persone che in questi mesi lo hanno incitato a resistere e non mollare di fronte ad un male che sembrava incurabile.
“Ho sognato, lottato, sperato, pianto, sofferto e pregato e sono ancora qui – ribadisce con orgoglio l’ex assessore – perché ho vinto io”.
Davide con la sua storia vuole condividere un messaggio di speranza, forza e tenacia per le tante persone che si trovano a dover affrontare malattie e battaglie che prostrano il fisico e l’animo.
La canzone di Roberto Vecchioni “Sogna ragazzo, sogna” è stata la sua colonna sonora in questi mesi, raffigurata in uno striscione issato dai suoi amici all’ingresso di casa.
Ora il suo recupero proseguirà fra le mura domestiche, in attesa di poter riprendere la vita normale, tornare al lavoro e solcare di nuovo le onde del mare, come “i naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo”. Di seguito il suo arrivo a casa:
































