★VIDEO★ Alà dei Sardi scioglie il voto per San Francesco. La mattina del 4 ottobre si svolgono i riti religiosi con il trasferimento in processione della statua del santo dalla chiesa di Sant’Agostino verso la chiesa campestre dedicata a San Francesco.
IL CULTO. Il legame spirituale tra la comunità di Alà dei Sardi e il patrono d’Italia, è indissolubile. Una devozione resa evidente dalle tre stole adornate con centinaia di doni ex voto in oro. Un’apparente contraddizione con il culto del santo, votato alla povertà e noto per affermare di non possedere neppure il saio. Tuttavia, gli oltre due chili e mezzo di monili d’oro sono il segno concreto della gratitudine di un popolo per le grazie ricevute.
IL CORTEO. La processione di preghiera percorre i due chilometri del sentiero che conduce alla chiesa. In testa la banda di Olbia Felicino Mibelli, seguita dai gruppi folk alaesi di piccoli e adulti. Il clero precede la statua del santo, portata a mano dagli uomini in abito tradizionale. Seguono il sindaco Francesco Ledda e i primi cittadini dei comuni vicini. Guida il corteo il vescovo di Ozieri, Corrado Melis, che sottolinea l’importanza del santo per gli alaesi, fedeli ai suoi insegnamenti da oltre cento anni.
AI TAVOLI. Dopo la prima parte della giornata devozionale, sotto un sole autunnale con temperature intorno ai 13 gradi, 10 in meno rispetto a Olbia, la comunità si riunisce nella meravigliosa campagna di querce secolari attorno alla chiesa campestre di San Francesco per il pranzo sociale. Ai tavoli, allestiti dalle famiglie, siedono circa cinque mila persone. Per preparare il brodo sono stati macellati 27 quintali di carne, tra manzo e pecora, in gran parte bovini, interamente donati dagli allevatori della zona.
IL PRANZO SOCIALE. Il resto della festa si svolge nell’atmosfera della grande accoglienza della comunità, all’insegna dell’amicizia e del piacere della condivisione. Casalinghe volontarie preparano il pranzo, mentre gli uomini si occupano delle fasi più pesanti dopo aver preparato la carne per tutta la notte.
Il sindaco dà il via e serve gli ospiti, tra cui un nutrito gruppo di austriaci in costume, provenienti da un paese della provincia di Salisburgo, gemellato con Alà. Il cibo è abbondante, arricchito dai piatti portati da casa: insalate e fritti, melanzane, lardo, pancetta, coppa e salsiccia. In alcuni tavoli fa la sua comparsa il delizioso casu marzu, completo dei suoi peculiari ospiti. Infine si servono frutta e dolci. Poi tutti in piedi verso la casa del caffè. Il cibo avanzato nei due giorni di festa verrà distribuito casa per casa agli alaesi. Di seguito il servizio trasmesso dal TG di Telesardegna ⬇️
































