ARZACHENA. Un’aula consiliare stracolma, insufficiente ad accogliere tutti i partecipanti, ha fatto da palcoscenico all’assemblea pubblica “Luci e ombre sul nuovo PUC”, promossa dai consiglieri comunali d’opposizione Rino Cudoni, Fabio Fresi e Francesca Pileri.
L’incontro è stata la prima occasione pubblica di confronto e condivisione sul piano urbanistico comunale, dopo l’approvazione nella seduta del consiglio comunale del 9 agosto con i soli voti della maggioranza. “Quello di oggi è solo un primo momento di discussione, necessario per sopperire al mancato confronto in consiglio comunale – ha affermato in apertura Fabio Fresi – perché le decisioni del PUC avranno conseguenze per i prossimi 30 anni”.
“Abbiamo ottenuto i documenti e le carte con difficoltà – ha detto Francesca Pileri – ma a un primo studio alcune scelte appaiono difficilmente comprensibili, come la zona industriale che non è un agglomerato ma un insieme frastagliato e confusionario”.
I consiglieri d’opposizione hanno ribadito il mancato coinvolgimento della popolazione nella redazione dello strumento di gestione del territorio comunale. “Non c’è condivisione del progetto – ha incalzato Rino Cudoni – e tantomeno coinvolgimento della popolazione. Sono stati concessi 30.000 metri cubi ad un unico imprenditore: il Qatar. Come mai? Qual è la contropartita?”.
Nel corso dell’assemblea è intervenuto l’architetto Mario Azara, che ha confermato la mancanza di dibattito sul PUC, in contrasto rispetto al passato, quando le decisioni di carattere urbanistico sono sempre state condivise. L’architetto ha evidenziato come con l’approvazione del piano urbanistico sono entrate in vigore le clausole di salvaguardia, che rischiano di bloccare tutto l’apparato urbanistico in mancanza di doppia conformità tra il piano approvato e quello vigente.
“Da un’analisi dettagliata delle zone territoriali omogenee – ha affermato l’architetto Azara – emerge una lettura dello stato attuale, ma manca un disegno unitario e di prospettiva, con scelte che dovranno essere compatibili con il P.P.R. e il P.A.I”.
Gli agronomi Marco Scanu e Cesare Orecchioni hanno evidenziato con rammarico come nessun tecnico del settore sia stato interpellato per valutare l’impatto del piano urbanistico sui circa 5000 ettari di zone agricole. Nell’intervento dell’archeologa Ivana Utzeri è emerso come non esista nel piano una carta archeologica del territorio, mentre l’avvocato Gianmarco Usai ha illustrato nel dettaglio gli aspetti normativi delle clausole di salvaguardia.
I consiglieri comunali a una nostra domanda sulla legittimità giuridica del piano hanno risposto che nutrono forti dubbi in merito, soprattutto per l’assenza di una delibera dell’autorità di bacino. Il segretario del PD di Arzachena Sebastiano Beccu ha sostenuto che il partito farà un’osservazione sul PUC, chiedendo all’amministrazione comunale di ritirarlo.
L’assemblea di ieri, vista la presenza di numerosi imprenditori, esponenti politici ed ex-amministratori comunali, ha rappresentato probabilmente anche il punto di partenza di un nuovo progetto politico che potrà convogliare verso le prossime elezioni comunali, in programma nel 2027.
































