ARZACHENA. Un pubblico numeroso e interessato ha partecipato lunedì sera ad Arzachena in piazza Risorgimento all’evento “Regole di vita. E di sport” dove il giornalista sportivo Alessandro Alciato ha dialogato con Pierluigi Collina, considerato il miglior arbitro della storia del calcio.
Arbitro in serie A e B dal 1991 al 2005 e internazionale dal 1994 al 2005, Pierluigi Collina ha diretto la finale del Mondiale 2002 fra Brasile e Germania, la finale della Champions League 1998/1999 fra Manchester United e Bayern Monaco e la finale dei giochi olimpici di Atlanta 1996 fra Argentina e Nigeria.
Collina è diventato famoso per la sua autorità in campo e per la capacità di farsi rispettare anche in partite molto difficili, ottenendo la nomina come miglior arbitro del mondo ininterrottamente dal 1998 al 2003.
Inizia ad indossare la giacchetta nera per caso a diciassette anni, pensando fosse un’esperienza come tante. Dimostra da subito delle qualità particolari e in breve tempo diventa arbitro nazionale.
“Non avevo il sogno di diventare arbitro – dice Collina – ma ero bravo e allora ho deciso di dedicarmi a questa attività. La frase l’importante è partecipare non mi è mai piaciuta, ho sempre preferito il motto olimpico citius, altius, fortius (più veloce, più in alto, più forte). Non sempre è necessario avere un sogno per realizzarlo”.
Se non fosse diventato un arbitro internazionale avrebbe voluto fare l’avvocato o il magistrato, due professioni che confermano la sua passione per il rispetto delle regole. La carriera di Collina è stata messa in dubbio da una malattia, l’alopecia areata, che a ventiquattro anni lo ha fatto diventare totalmente calvo rischiando di comprometterne autorevolezza e autostima, rendendo invece con il tempo iconica la sua figura.
Durante la serata ha voluto raccontare due aneddoti della sua carriera. Nel 2001 fu costretto con il sorriso in faccia ad espellere Carletto Mazzone dopo la sua celebre corsa verso i tifosi dell’Atalanta in un Brescia-Atalanta 3-3 passato alla storia.
L’anno dopo invece fu l’unico italiano a gioire della sconfitta dell’Italia contro la Corea ai Mondiali 2002, perché quel risultato gli aprì le porte per la designazione come arbitro della finale. Dal 2017 è presidente della commissione arbitri della Fifa, ed è impegnato in prima persona per sconfiggere il razzismo nello sport.
Con Collina ha dialogato Alessandro Alciato, giornalista sportivo che ha lavorato per diciassette anni a Sky ed ora collabora come giornalista freelance con Prime Video. L’evento è stato organizzato dall’associazione Deamater con il contributo e il supporto dell’assessorato allo sport e spettacolo del comune di Arzachena.
































