OLBIA. Dopo tanto silenzio il Ministero della Cultura ha inviato una nota per comunicare che “volgono al termine gli interventi di restauro dei due fabbricati del compendio dell’ex Artiglieria di Olbia da destinare alla conservazione e alla valorizzazione dei reperti archeologici di epoca romana rinvenuti nel territorio. I due fabbricati, parte del più ampio complesso militare di 12 edifici, utilizzati fino alla seconda guerra mondiale come deposito di mezzi e munizioni dell’Esercito, si trovano in un’area verde tra alberi di eucalipto, olmi e mandorli che si estende per circa 40.000 mq nella località “Sa Fossa”, incastonata tra gli edifici dell’abitato di Olbia e il suo porto”.
“L’area demaniale, in condizioni di degrado da molti anni, nel 2003 è stata bonificata dall’amministrazione comunale di Olbia e una porzione di essa (quattro edifici) è stata assegnata alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Sassari e Nuoro per ospitare i numerosi reperti archeologici di epoca romana del territorio.
Con il progetto di “Adeguamento e fruizione”, finanziato con € 700.000,00 con i fondi del PON “Cultura e Turismo” del Ministero della Cultura ed attuato dal Segretariato regionale del Ministero della cultura per la Sardegna si è provveduto al recupero dei 2 fabbricati attraverso il rifacimento delle coperture, il restauro delle strutture murarie e la riqualificazione dei prospetti con l’inserimento di nuovi infissi in ferro.
Per rafforzare l’idea di continuità tra i due edifici il progetto, elaborato dalla RTP Arch. Roberto Beraldo, incaricato anche del coordinamento sicurezza, ha previsto la realizzazione di una tensostruttura di ombreggiamento removibile nello spazio aperto compreso tra i due fabbricati che amplifica le possibilità di fruizione per le attività e gli eventi legati all’archeologia.
I lavori, che hanno riguardato anche il riordino dei reperti archeologici attraverso le attività di studio, catalogazione e primi interventi di restauro, sono stati diretti dall’Architetto Gianluca Zini (Segretariato regionale) con la direzione operativa dell’archeologo Francesco Carrera e della restauratrice Alessandra Carrieri (Soprintendenza ABAP).
L’intervento in questione, iniziato a settembre del 2022 con ultimazione prevista nel 2024, costituisce un importante tassello per la riqualificazione dell’area a parco urbano culturale, capace di dialogare con il patrimonio archeologico circostante e con il Museo Archeologico della Città.
Nella nota si fa un riferimento “ai numerosi reperti archeologici di epoca romana del territorio” compresi, dunque, i resti delle navi romane collocate all’esterno degli edifici e lasciati per anni esposti alle intemperie e senza alcuna sorveglianza. Le casse posizionate a pochi metri dalle due strutture oggetto di restauro saranno ospitate all’interno dei capannoni appena saranno ultimati i lavori, entro l’anno.

































