OLBIA. Siamo giunti a poche ore dalla verità sul futuro dell’Olbia Calcio. Manca davvero poco per conoscere se il prossimo anno la gloriosa società bianca giocherà nel campionato di serie D oppure se mestamente dovrà scendere ancora tra gli inferi delle categorie minori e ripartire con un fallimento alle sue spalle.
La società, o ciò che resta della compagine olbiese, tace, in un assurdo silenzio stampa, gestito dalle montagne svizzere dove – a detta del presidente Surace – si lavora con maggiore serenità e lucidità.Dai pochi commenti che trapelano, il presidente lascia intendere che si sta lavorando intensamente per il futuro della società, ma questa sembra più una “tiritera” che va avanti dall’ormai lontano 30 aprile, allorquando Benno Rëaber in una pittoresca conferenza stampa annunciava “urbi et orbi” che la società non aveva problemi finanziari e che tutto sarebbe andato a posto. Da allora sono trascorsi due mesi e più e l’Olbia Calcio targata Swiss Pro ancora non conosce quale sarà la sua sorte.
Si attendono le tanto sospirate buone notizie che sbaraglierebbero tutti i brutti pensieri e le paure, ma una cosa è certa: la dirigenza elvetica intende utilizzare tutto il tempo necessario, sfruttando anche l’ultimo minuto disponibile per iscrivere la squadra al campionato di serie D.
Per fare questo occorre avere in mano le liberatorie dei calciatori che sottoscrivono di aver percepito tutte le loro spettanze. Si parla di distinte dei bonifici già pronte sui tavoli dei pochi impiegati amministrativi rimasti, ma i conti da pagare non sono solo gli stipendi ai calciatori. In due mesi e mezzo, i dirigenti elvetici non sono ancora riusciti a saldare completamente le spettanze degli “amministrativi” e anche coloro che svolgevano mansioni di corollario alla squadra sognano di vedere saldate le loro mensilità. Il debito poi si allarga ulteriormente se si pensa ai fornitori e locazioni pendenti. Insomma, dal famoso 30 aprile non è cambiato granché.
La vera novità di questi ultimi giorni è questo assurdo silenzio stampa, dettato più dalla voglia di non interloquire con chi da tempo attende impaziente un segnale di vita che dalla necessità di operare con concentrazione.
I dirigenti non rilasciano dichiarazioni ufficiali, mentre in città crescono dubbi e perplessità, alimentati da un filo di delusione e da chi vorrebbe addirittura già pronto un accordo con una società del campionato di Eccellenza per evitare l’umiliazione della ripartenza dalla prima categoria.
Un anno fa di questi tempi si parlava dell’Olbia come società virtuosa, realtà calcistica che spendeva meno di ciò che incassava e proprio per questo motivo andava avanti nel calcio di serie C con il suo ottavo campionato consecutivo. Ora invece si combatte per cercare di iscriversi alla serie D per evitare un ulteriore down grade.
In dodici mesi la situazione sembra essersi ribaltata. La verità emergerà dopo il 10 luglio, termine ultimo per conoscere il destino della società bianca. In quell’occasione, probabilmente, conosceremo anche l’evoluzione della stabilità economica della principale realtà calcistica gallurese, che si avvicina a compiere i suoi 120 anni di storia.
































