Le risposte non arrivano e non è più possibile aspettare. Lo sostiene il personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, al quale compete il coordinamento dell’antincendio boschivo sull’Isola e di tutte le squadre a esso correlate, che chiede risposte alla politica e minaccia uno sciopero.
In una nota, inviata alla Regione, al Governo, ai Prefetti di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, e ai giornalisti, dalle sigle sindacali del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale Safor e Fasal-CFVA si sottolinea che si è arrivati alla proclamazione dello stato di agitazione “Nonostante i vari tentativi di questi anni per la soluzione delle ataviche criticità e ritardi, opportunamente segnalate da tempo”.
Tra le motivazioni elencate dai segretari Ignazio Masala (Safor) e Gianluca Pinna e Marco Meloni (Fasal-CFVA) rientrano “l’ingaggio solo parziale dei mezzi aerei in numero nettamente ridotto rispetto agli anni precedenti che non potrà che aggravare, inesorabilmente, il lavoro del personale impegnato nella campagna anticendio boschivo” e ancora la “mancata attivazione della problematica relativa al servizio mensa che all’attualità non viene assicurato al personale delle strutture operative territoriali impegnato nelle operazioni di lotta attiva agli incendi boschivi, nonostante dal 2021 sia in vigore una norma di legge regionale. È inammissibile che il personale dei reparti territoriali, direttamente interessato giornalmente alla lotta attiva contro gli incendi boschivi, non fruisca del servizio mensa come il personale del Sistema Regionale impegnato nelle varie sale operative o come le altre componenti statali (Vigili del Fuoco)”.
Altre motivi sono la “mancata quantificazione certa delle risorse finanziarie necessarie per svolgere al meglio la campagna antincendi boschivi 2024, così come previsto per altre forze analoghe (vedi convenzione con i Vigili del Fuoco che quest’anno dovrebbe prevedere il finanziamento di 2.000.000 di euro)” e poi “la figura del Direttore Operazioni Spegnimento (DOS) all’interno del CFVA non è stata ancora chiarita e nonostante l’evidenza e le ripetute richieste, la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 gennaio 2020, continua ad essere disapplicata”.
Nella nota si chiede una presa di coscienza da parte della politica regionale e nazionale riguardo “all’indispensabile ricambio generazionale che dia un futuro al Corpo Forestale. Appare sempre più impellente – prosegue il documento – l’indizione di un nuovo concorso esterno per l’assunzione di nuovi agenti forestali, al fine di scongiurare l’indebolimento dell’intera struttura a causa dei massicci pensionamenti e dell’età anagrafica avanzata, che non ha eguali nelle forze omologhe”.
Dal Corpo Forestale sottolineano inoltre che “nonostante l’attività svolta dal personale del CFVA sia equiparata a quella delle Forze di polizia, non gli viene riconosciuto lo stesso trattamento previdenziale e pensionistico e neppure il lavoro usurante” e si chiede una riclassificazione del personale attesa da oltre vent’anni. Le segreterie di Safor e Fesal-CVFA dichiarano che “non è più procrastinabile la mancata calendarizzazione del tavolo negoziale per addivenire alle soluzioni sopra citate che diano risposte anche di carriera alla generalità dei lavoratori”.
































