Un sole spento, un maestrale impetuoso e una folla immensa hanno fatto da cornice ai funerali di Ivan Dettori, il ragazzo 19enne di Arzachena trovato privo di vita una settimana fa dopo essersi allontanato da casa qualche giorno prima.
In migliaia all’interno della chiesa di Santa Maria della Neve e sul sagrato hanno voluto dare l’ultimo saluto ad Ivan. Tantissimi i ragazzi, coetanei, compagni di scuola e amici, con t-shirt nere e occhiali da sole a coprire il volto rigato dalle lacrime.
La funzione funebre è stata officiata dal vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias Roberto Fornaciari, che ha voluto confortare genitori e parenti del ragazzo appellandosi alla fede e alla resurrezione dopo la vita terrena.
“La morte è il nemico che dobbiamo affrontare – ha detto il vescovo durante l’omelia – ma la fede ci consegna la speranza nella resurrezione, anche in momenti tragici come questo”. Monsignor Fornaciari ha anche messo in guardia i fedeli da comportamenti e atteggiamenti che portano le persone a mettere in atto azioni e comportamenti non sempre adeguati.
“Oggi passiamo troppo tempo con oggetti che sono delle trappole, che tendono a farci stare da soli e a far perdere l’empatia che ogni persona dovrebbe avere con i suoi simili – afferma il vescovo – mentre l’obiettivo di ognuno di noi è perseguire il bene”.
La morte di Ivan è solo l’ultimo di diversi fatti di cronaca che hanno colpito Arzachena negli ultimi tempi e che hanno riguardato in diversi modi giovani e adolescenti.
Emerge preoccupazione e turbamento nelle nuove generazioni, troppe volte tacciate di essere superficiali e poco impegnate ma che in realtà covano tensioni e inquietudini tipiche della loro età, amplificate dalla società di oggi, pervasa dalla tecnologia e in cui i rapporti umani sono spesso lasciati in secondo piano.
E’ opportuna una riflessione da parte dei rappresentanti politici del territorio, delle associazioni culturali, sportive, religiose e di tutta la collettività affinché Arzachena ritrovi la sua dimensione di comunità, capace di ascoltare e aiutare chi è in difficoltà.
































