PORTO SAN PAOLO. “Andremo a reimmettere in natura pietre, sabbia e conchiglie asportate, dovremmo dire rubate, da alcuni turisti”. Lo ha spiegato il presidente dell’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo, Massimo Canu.
L’AMP, infatti, aderisce e supporta l’aeroporto Olbia Costa Smeralda nel mandare avanti il progetto “Riportami al mare”, presentato in piazza Gramsci a Porto San Paolo. L’iniziativa prevede la reimmissione all’interno dell’Area Marina di oltre 6 tonnellate di sabbia, pietre e conchiglie illecitamente prelevate negli ultimi cinque anni e recuperate da security aeroportuale, Agenzia delle Dogane e Monopoli, e Guardia di Finanza nello scalo gallurese.
“Questa però non è una restituzione che si conclude a costo zero – ha detto Canu -. L’ambiente è stato deturpato. Oggi la Sardegna si appresta ad accogliere tanti vacanzieri e perché possano vivere al meglio la loro permanenza qui, noi ci presteremo in tutti i modi, chiedendo soltanto una cosa: il rispetto dell’ambiente che li accoglie”.
“Ci fa piacere che la gente abbia a cuore quest’Isola al punto da volerla portare con sé – così Silvio Pippobello, ad di Geasar – ma ciò che appartiene alla Sardegna deve rimanere in Sardegna. La reimmissione sarà possibile grazie alle valutazioni eseguite da un geologo insieme all’Area Marina Protetta di Tavolara e nei prossimi giorni, con un battello, andremo a restituire alle spiagge e al mare ciò che è stato portato via”.
Alla presentazione della seconda edizione del progetto hanno partecipato anche i sindaci di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai, e di San Teodoro, Rita Deretta, il responsabile della sezione operativa di Olbia dell’Agenzia Dogane e Monopoli, Maurizio Condoleo, e il comandante della Guardia di Finanza di Olbia, Carlo Lazzari.
“Quest’anno siamo arrivati a recuperate cinquanta chili tra pietre, sabbia e conchiglie – ha detto Condoleo -. Nel 2023, invece, sono stati rinvenuti centocinquanta chili”.
“La Guardia di Finanza è polizia economico-finanziaria – ha affermato il comandante Lazzari – ma è anche polizia del mare e polizia di frontiera. In questo contesto i nostri controlli in aeroporto, e non solo, sono finalizzati all’applicazione della legge regionale che tutela gli arenili attraverso sanzioni e sequestro di sabbia e reperti asportati illecitamente da viaggiatori improvvidi e cittadini sardi. I nostri controlli sono capillari e tentiamo di tutelare le spiagge dell’Isola e l’ambiente in generale”.

































