OLBIA. Una donna olbiese di 88 anni è stata vittima di una truffa orchestrata da due persone con l’aiuto di un terzo complice che sono riuscite a sottrarle circa 4.000 euro in contanti e vari gioielli di famiglia. L’episodio è avvenuto intorno alle 13:00 in una casa a due piani vicino al parco Fausto Noce. La tecnica utilizzata è quella della “truffa dell’incidente”.
ORE 19.30. La signora, ancora scossa, ci racconta l’accaduto. Nonostante il fisico esile è autonoma nella gestione della casa e della sua persona. Le figlie e il genero, presenti durante il racconto, hanno voluto divulgare l’accaduto: “È successo a nostra mamma, ma può succedere a chiunque abbia un minimo di fragilità. Occorre fare molta attenzione”.
ORE 13:00. La donna di servizio è appena andata via. La signora accende il fornello per preparare il pranzo, quando suona il campanello. Affacciandosi al balcone, come di consueto, vede due uomini che le parlano in maniera concitata di sua figlia Franca che ha avuto un grave incidente e le dicono che è necessario pagare subito un avvocato per evitarle la prigione.
La donna, sconvolta, sente il vero nome della figlia ed è in preda al panico. Apre il cancello e i due uomini salgono al primo piano. Faccia a faccia le ripetono la storia e mettendola sotto pressione le dicono: “Ci dia i soldi altrimenti per Franca si mette male”. Arriva anche una telefonata di un complice. Una voce femminile le dice qualcosa su un incidente che riguarda sua figlia. Ora, oltre che confusa è terrorizzata. La donna corre, come può, al piano superiore, prende i soldi risparmiati per il gasolio e altri contanti, e li consegna ai due uomini.
“Non bastano signora, ce ne vogliono altri. Porti oro e gioielli ma si sbrighi che non c’è più tempo”. In preda alla disperazione la donna ritorna al piano superiore, raccoglie i gioielli di famiglia, un collier, catenine, bracciali e altri preziosi, e ritorna al piano inferiore: “Ecco, non ho altro”. I due arraffano l’oro e se ne vanno in pochi secondi.
NESSUN INCIDENTE. Il resto della vicenda è una triste e rapida consapevolezza. L’inganno diventa chiaro quando la figlia della donna, che vive con lei, dopo averla sentita al telefono ritorna dal lavoro: “Mamma stai tranquilla, non c’è stato nessun incidente. Franca sta bene e sta venendo qui”. Lacrime, dolore, abbracci. Per ore le figlie parlano amorevolmente con la madre minimizzando l’accaduto. Lei, però, ha capito che quei due uomini l’hanno truffata e non sa darsi pace.
L’APPELLO. Purtroppo si tratta di un film già visto, la cui sceneggiatura è sempre la stessa, ma le figlie vogliono dare l’allarme alla città. “Si deve sapere che anche a Olbia si aggira gente senza scrupoli che approfitta delle persone anziane e le raggira quando sono sole. Nostra mamma non vive sola e qui in casa c’è sempre gente. Eppure questi furfanti sapevano quando entrare in azione. A loro bastano pochi minuti per creare danni non solo economici ma soprattutto morali. Domani mattina faremo denuncia e poi possiamo solo sperare che mamma dimentichi questa brutta storia, anche se sarà molto difficile”.
































