OLBIA. È partito ufficialmente con il primo incontro rivolto agli studenti nell’aula magna del liceo scientifico Mossa “Io sono l’altro”. Il progetto, ideato dall’associazione Pollicino odv, è stato pensato per avvicinare i giovani alla Lingua Italiana dei Segni (Lis).
L’iniziativa, alla sua prima edizione, sei incontri totali, vede protagonisti ragazzi e ragazze della scuola superiore olbiese diretta da Luigi Antolini. “Il mondo delle persone sorde va conosciuto – dichiara Margherita Lai, presidente di Pollicino -. L’idea è nata con l’intento di creare ponti comunicativi e abbattere le batterie di timidezza, ignoranza e indifferenza. Comunicare è incredibilmente potente e la Lis è in grado di prenderci per mano”.
Per raccontare la Lingua dei segni l’associazione olbiese si è avvalsa del contributo dell’interprete Samanta Piccoli che durante il primo appuntamento di “Io sono l’altro” ha messo in luce l’importanza di questo tipo di comunicazione invitando gli studenti alla riflessione.
“I ragazzi hanno partecipato con grande entusiasmo – afferma Margherita Lai -. Occorre partire dal mondo della scuola, dagli insegnanti, dagli alunni e dai genitori per portare nuova consapevolezza”.
































