OLBIA. Mancano dodici partite alla fine del campionato di Serie C e la ventisettesima giornata si avvicina con una gara cruciale per la squadra bianca olbiese.
Attualmente l’Olbia si trova in una posizione di classifica delicata e, pertanto, da ora in avanti ogni partita sarà considerata una finale. Non basterà riprendere a giocare bene ma servirà portare a casa quei punti necessari per centrare almeno i play out.
È importante ricordare che se il divario tra la quintultima in classifica e la penultima supera i sette punti, il regolamento prevede la retrocessione automatica anche per la penultima classificata, evitando così la lotteria dei play out.
Per questo motivo, mister Gaburro dovrà schierare una squadra determinata a raccogliere punti, capace di faticare e, soprattutto, di riacquistare fiducia e confidenza con il gol. Il finale di campionato si prospetta davvero impegnativo, quasi come una prova da “inferno” dantesco.
Il Pineto, invece, è la squadra di un paesino situato sulla riviera adriatica. Ha recentemente cambiato allenatore, affidando la bacchetta da direttore d’orchestra a Roberto Beni, subentrato a Daniele Amaolo che con la squadra abruzzese ha vissuto otto anni di successi, traghettando i biancoazzurri dal limbo dilettantistico alla Serie C.
Nonostante si tratti di una matricola, gli abruzzesi sono una squadra concreta che finora ha svolto un buon campionato e attualmente viaggia in piena zona play-off. Così dopo un pareggio casalingo con la Lucchese e una sorprendente vittoria in casa del Pontedera, il team di mister Beni arriva alla partita contro i galluresi.
Prima della partenza dell’Olbia per la terra d’Abruzzo, abbiamo sentito l’allenatore dei bianchi, Marco Gaburro.
Mister, il Pineto sta disputando un buon campionato?
“Senza bisogno che lo dica io, il Pineto è la squadra rivelazione di questo campionato. Vanta un novero di calciatori importanti che stanno dando il massimo e può contare sul blocco storico che ha sfruttato al meglio la scia di una promozione guadagnata sul campo.
Due terzi dei gol realizzati dalla squadra abruzzese sono stati segnati nella seconda parte della gara e questo la dice lunga sul carattere del gruppo e dei suoi singoli calciatori. Il Pineto è una squadra che ha raccolto tanto sfruttando le proprie caratteristiche e mettendo in campo una componente caratteriale davvero forte.”
Quale sarà l’approccio dell’Olbia a questa gara?
“L’approccio che chiedo ai miei è cercare di uguagliare il Pineto sulla parte caratteriale. Se dovessimo fare questo, la gara di domani diventerà una partita vera. Se scendiamo in campo con il solo pensiero che giochiamo in trasferta, allora sarà una gara diversa e molto difficile.”
La squadra crede nella salvezza diretta?
“Bisogna fare un distinguo. Credere nella salvezza è una cosa, porsi degli obiettivi è un’altra. Mi spiego meglio: credere nella salvezza diretta con il supporto della matematica che ci conforta con 36 punti a disposizione è facile. Chi non lo penserebbe? Gli obiettivi invece devono essere facilmente raggiungibili e progressivi.
Il nostro obiettivo pratico, reale, è dare continuità all’ultima partita giocata, fare risultato anche in trasferta, consolidare la possibilità di fare i play out evitando di arrivare ultimi. In buona sostanza, dobbiamo guardarci alle spalle e cercare di rosicchiare punti a chi sta davanti in classifica.
Dobbiamo essere concreti. È inutile pensare ai punti che abbiamo a disposizione: in teoria le possiamo vincere tutte ma la realtà è un’altra cosa. Abbiamo dei mesi davanti e dobbiamo concretizzare i nostri obiettivi. Fino alla gara contro la Fermana, il ragionamento che dobbiamo fare sarà questo.”
Si può stabilire già da oggi una quota salvezza?
“È difficile. Negli anni la quota salvezza è cambiata spesso. Ci sono stati dei campionati dove era appena sotto i 40 punti e ho visto degli anni in cui per salvarsi non bastavano 45 punti. Noi abbiamo talmente pochi punti che è impossibile fare una previsione precisa. Ci sono ancora troppe variabili in gioco”.
Rientrano gli squalificati. La rosa a disposizione le consentirà una più ampia scelta?
“Sì, da questo punto di vista sono contento che rientrino. Noi siamo un gruppo che sta inseguendo la forma migliore anche attraverso gli stati di salute di ogni singolo calciatore, per cui ben venga l’ampia possibilità di scelta”.
Ci sono delle gerarchie tra i calciatori, ad esempio tra Catania, Bianchimano e Nanni?
“Intanto io considero Catania un esterno e non il classico centravanti. Per questo ruolo abbiamo Bianchimano, Nanni e Scapin, poi le gerarchie in campo non le faccio io ma le fanno i calciatori stessi. In questo momento le differenze sono sottili. Noi non dobbiamo considerare il centravanti solo se fa gol, io guardo anche cosa fanno durante la partita”.
Marco Gaburro chiude la sua conferenza pre partita lasciando dubbi sulla formazione che metterà in campo, anche se nella sua testa ha chiara l’idea di quali saranno gli undici titolari che affronteranno il Pineto. Poi, come sempre, sarà il campo a dirci se l’Olbia inizia a vedere la luce in fondo al tunnel della mediocrità in cui era finita.
































