Olbia 21 febbraio 2026 – Undici persone risultano indagate in un’inchiesta della Procura di Cagliari su presunte frodi e corruzioni ai danni di enti pubblici, con ipotesi di corruzione, falso e turbata libertà degli incanti. Il filone ruoterebbe attorno alla gestione della Fondazione Mont’e Prama, con sede a Cabras. Tra gli iscritti nel registro degli indagati del pm Rossana Allieri figurano il presidente della Fondazione Anthony Muroni e l’imprenditore Raimondo Schiavone.
La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni e sequestri di documenti e computer in aziende e abitazioni. Alcuni accertamenti hanno interessato anche Cagliari: a “Sa Manifattura”, in viale Regina Margherita, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Oristano si sono presentati in sedi riconducibili a Schiavone. L’attenzione, secondo indiscrezioni, riguarda rapporti economici con la Fondazione dal gennaio 2021 e affidamenti “sotto soglia”, inferiori ai 140 mila euro, tra cui incarichi alla “Prima Idea Srl” per comunicazione, uffici stampa e altri servizi.
Il fascicolo era stato aperto dal pm Armando Mammone poi passato a Marco De Crescenzo. Alla fine dello scorso anno una parte degli atti sarebbe stata trasmessa a Cagliari per competenza territoriale, mentre il resto dell’inchiesta rimane a Oristano.
“Sto aspettando da due anni di essere interrogato per chiarire la mia posizione – dice Schiavone -. Non ho niente da nascondere, ho fiducia nella magistratura”.
In un post su Facebook, Muroni ha parlato di “fiducia nella magistratura e coscienza serena” e ha scritto: “Affronto questa fase con la massima serenità e con la piena disponibilità verso l’autorità giudiziaria, con la quale collaboro attivamente sin dall’inizio del mio incarico nel luglio 2021”. E ancora: “L’iscrizione nel registro degli indagati è un passaggio tecnico necessario per garantire il diritto alla difesa e accertare la verità dei fatti”. “Continuerò a svolgere le mie funzioni con la dedizione di sempre. La verità dei fatti – conclude Muroni – confermerà dignità a un percorso professionale che non teme alcun controllo e che vede nella trasparenza un valore fondante”.
































