Olbia 20 febbraio 2026 – La pedofilia nel clero e nella società è stata al centro del convegno “La pedofilia tra psicologia, morale e diritto”, ospitato ieri 19 febbraio nella Basilica di San Simplicio a Olbia. L’iniziativa è stata organizzata dal Centro “Dimmi ti Ascolto” di Tempio Pausania con il patrocinio dell’Istituto Euromediterraneo, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Sassari Tempio-Ampurias.
A introdurre e moderare è stato Antonio Tamponi, parroco della Basilica di San Simplicio, giudice presso il tribunale ecclesiastico e fondatore del Centro “Dimmi ti Ascolto” insieme a Letizia Marazzi. Tra gli interventi anche quelli di Annamaria Curtale, Giorgio Diana e Paolo Pala, oltre alla stessa Marazzi.
Sul tema dei numeri, Antonio Tamponi ha richiamato stime già circolate negli anni. “I numeri della pedofilia annunciati si aggiravano intorno al 2% – spiega Antonio Tamponi – . Il grande Massimo Introvigne, un italiano che insegna negli Stati Uniti, è arrivato a fare quadrato sul 4%”. Nel passaggio successivo ha collegato il dato alle statistiche più ampie. “Dal punto di vista delle statistiche pedofiliche mondiali, anche delle altre religioni, delle altre situazioni, eccetera, il quattro percento è credibile – prosegue Antonio Tamponi – . Quindi direi che si afferma il dato di Introvigne, cioè sedicimila possibili sacerdoti implicati in tutto il mondo”.
Sul fronte della prevenzione, dai relatori è arrivata una linea netta sull’assenza di strumenti “certificanti” e sulla necessità di costruire presìdi. “Dal punto di vista dei famosi test non esiste niente – precisa Antonio Tamponi – . Dal punto di vista, invece, dell’osservazione, la tutela, l’attenzione, non dobbiamo abbassare la guardia, aprire i centri, ascoltare, credere, non insabbiare, non nascondere: tutto questo aiuta”. E, legando il tema al rapporto di fiducia, aggiunge: “Più si toglie pedofilia dal clero, più il clero è credibile – osserva Antonio Tamponi – . Questa sarebbe una grazia”.
Nel suo intervento Letizia Marazzi, psicoterapeuta criminologa e responsabile del Centro “Dimmi ti Ascolto” di Tempio Pausania, ha ricostruito nascita e funzioni del servizio. “Il nostro centro di ascolto è nato nel 2017, fondato da Antonio Tamponi, con un iniziale obiettivo che era quello di contrastare l’abuso ai minori, quindi di creare un centro d’ascolto per accogliere le vittime di violenza – riferisce Letizia Marazzi -“. Ha spiegato anche l’impostazione dell’accoglienza nelle prime ore. “È stato predisposto un centro alla Casa del Fanciullo, a Tempio Pausania, dove potessero essere accolte le vittime, sia in maniera simbolica con dei colloqui, ma anche in una prima emergenza con delle stanze adibite a una prontissima accoglienza di circa 48 ore”.
Un passaggio è stato dedicato al rapporto con la magistratura e all’ascolto protetto. “Abbiamo un protocollo d’intesa con la Procura di Tempio Pausania proprio per l’ascolto – sottolinea Letizia Marazzi – . Loro possono utilizzare la nostra stanza, noi abbiamo un ambiente con lo specchio unidirezionale e dall’altra parte ci sono tutti gli attori della giustizia, quindi giudici, PM, avvocati della difesa”.
Negli anni, ha proseguito, il centro è diventato un punto di riferimento anche per il disagio più generale, oltre i casi di abuso sui minori. “Il nostro centro è diventato un punto di riferimento per il disagio più generale e all’anno svolgiamo circa duemila colloqui con persone che a vario titolo decidono di chiamarci attraverso un numero dedicato oppure siamo attivate dal Comune – aggiunge Letizia Marazzi -“. E, sul sostegno istituzionale, precisa: “Siamo sostenuti dai comuni dell’Alta Gallura e dal Plus del comune di Tempio Pausania per contrastare il disagio generale, sia giovanile ma anche di adulti, attraverso delle psicoterapie” evidenzia Letizia Marazzi.
Sui profili delle persone che chiedono aiuto, l’indicazione è stata prudente ma con alcuni elementi ricorrenti. “Non esiste un prototipo della vittima – conclude Letizia Marazzi – . Come statistica sono maggiormente le donne e un’età variabile soprattutto dai 25 ai 45, 50 anni. Abbiamo anche tantissimi minori che si rivolgono a noi attraverso gli sportelli d’ascolto della scuola oppure perché segnalati dai genitori”.
Il convegno di Olbia ha messo insieme piani clinici, morali e giuridici, con un filo conduttore orientato alla prevenzione e alla tutela, richiamando la necessità di ascolto e di presìdi stabili nel territorio.

































