Olbia 13 febbraio 2026 – Ma che pasticcio. All’OlbiaArena il calendario fa un gioco di prestigio che, per ora, somiglia più a un corto circuito. Sullo stesso spazio e nella stessa data compaiono due appuntamenti che, almeno sulla carta, dovrebbero persino occupare lo stesso palco. Il 7 agosto risultano in programma sia il live di Jovanotti sia il musical Notre Dame de Paris (6/7/8). E in entrambi i casi i biglietti sono già acquistabili online.
La situazione è semplice da descrivere e complicata da spiegare. Per il pubblico c’è un’unica informazione che conta: giorno, luogo e acquisto completabile in pochi clic. Il resto, cioè la parte in cui uno spettacolo dovrebbe fisicamente “esistere” senza inciampare nell’altro, non è giustificabile a meno che non si voglia truffare il pubblico.
Da una parte c’è il Jova Summer Party di Lorenzo Cherubini. Dall’altra una produzione teatrale che vive di scenografie, cambi scena e macchine di palco. Due mondi che non si incastrano con un colpo di bacchetta. Nemmeno con un cambio turno. Perché qui non si parla di spostare due sedie e un altoparlante RCF ma di montaggi e smontaggi che richiedono tempi e procedure intensi e complessi, con un’arena che non può diventare due arene nel giro di una notte.
Nel mezzo ci sono Vivo Concerti e Trident. Finché non arriva una comunicazione chiara, la sensazione è quella di una location trattata come un tavolo da gioco. Un lancio di dadi e si decide chi resta. Un altro lancio e si stabilisce chi cambia posto. A oltranza, finché qualcuno non fa “sette” e si prende la serata. Nel frattempo, però, il banco è aperto e i ticket continuano a circolare come se nulla fosse.
Il paradosso è tutto qui: la pagina dei biglietti non ha problemi, vende. Il palco, quello vero, sì. Perché non si allarga a comando e non si sdoppia. E mentre online la data appare scolpita, sul terreno sembra scritta con la matita.
In questa sovrapposizione c’è anche un altro elemento. Il concerto di Lorenzo Cherubini è l’ultimo arrivato in ordine di tempo rispetto all’altro titolo. E in assenza di rettifiche ufficiali l’idea che uno dei due debba spostarsi diventa quasi automatica. Resta da capire quale e quando, con quale comunicazione e soprattutto con quale gestione dei biglietti già acquistati.
Olbia intanto ne esce malissimo. La città che punta sui grandi appuntamenti estivi ne ha persino troppi e si ritrova a fare i conti con un’immagine disordinata e poco affidabile. Non per la qualità degli eventi, che non è in discussione, ma per un calendario che oggi sembra costruito a incastri impossibili e annunciato senza una regia unica. L’effetto, fuori dai confini cittadini, è quello di una macchina che corre impazzita: un’immagine che pesa quando si vuole essere credibili come piazza dei grandi spettacoli.
Chi compra, intanto, lo fa fidandosi di una data. E se l’arena è una sola, la domanda è una: quale 7 agosto è quello giusto.

































