Tempio Pausania 1 febbraio 2026 – La Uil-Fpl richiama l’attenzione sulle condizioni dell’ospedale di Tempio Pausania e, attraverso un comunicato stampa, indica una “crisi profonda” che, secondo il sindacato, non può essere oscurata dai “segnali positivi”.
Il documento, a firma del delegato alla Sanità per la Gallura, Vito Langiu, mette al centro l’avvio dei lavori per la riapertura del bar: “Dopo anni di attese, all’ospedale di Tempio Pausania finalmente sono iniziati i lavori per la riapertura del bar. Un servizio essenziale per utenti, familiari e lavoratori, la cui assenza si è fatta sentire a lungo. È giusto riconoscere quando qualcosa si muove. Tuttavia, questo segnale positivo non può e non deve far dimenticare le gravi e numerose criticità che continuano a caratterizzare il presidio ospedaliero di Tempio Pausania, penalizzando pesantemente il diritto alla salute dei cittadini della Gallura e le condizioni di lavoro degli operatori sanitari”.
Tra i problemi indicati ci sono carenze strutturali definite “croniche”. “La porta dell’ingresso principale dell’ospedale è chiusa da tempo perché rotta, rappresentando un biglietto da visita indegno per una struttura sanitaria pubblica. L’ascensore destinato al pubblico è fuori servizio da oltre sei mesi, con disagi evidenti per persone anziane, disabili, pazienti e accompagnatori”. Nel testo si cita anche la Casa della Salute: “Anche la Casa della Salute, ristrutturata recentemente, moderna e funzionale dal punto di vista strutturale, risulta ancora chiusa. Una struttura bellissima, ma inutilizzata, che avrebbe dovuto alleggerire l’ospedale e garantire servizi sanitari fondamentali al territorio”.
Nel quadro delle emergenze, la Uil-Fpl indica una criticità legata agli spazi di accesso dei mezzi di soccorso: “Al pronto soccorso permane un’ulteriore criticità grave e incomprensibile: la camera calda, anch’essa rifatta negli ultimi anni, moderna e ben realizzata, risulta ancora inagibile. Un paradosso inaccettabile, considerando che si tratta di uno spazio essenziale per consentire alle ambulanze in entrata e in uscita di operare in sicurezza”.
Sul piano dei servizi, il sindacato evidenzia limiti notturni e nei fine settimana. “Il reparto di radiologia non garantisce il servizio nelle ore notturne per la carenza del tecnico di radiologia (TSRM). Nei fine settimana non è possibile effettuare TC con mezzo di contrasto a causa dell’assenza dell’anestesista”. Viene segnalato anche il ridimensionamento della pediatria: “La pediatria è un altro reparto fortemente ridimensionato. Dopo aver garantito per lungo tempo un servizio mattutino e pomeridiano, oggi è attiva solo due giorni a settimana. I giorni di apertura non sono fissi ma programmati di settimana in settimana, creando disorientamento e gravi disagi per le famiglie”.
Il documento indica reparti chirurgici “fortemente depotenziati” e una riduzione delle attività. “Chirurgia, ortopedia, otorinolaringoiatria e ostetricia-ginecologia sono stati di fatto svuotati delle loro funzioni. L’otorinolaringoiatria svolge esclusivamente attività ambulatoriale”. Per ostetricia e ginecologia: “Il reparto di ostetricia e ginecologia, di fatto, non esiste più: l’attività è limitata al solo ambulatorio dal lunedì al venerdì, senza alcuna copertura notturna o nei giorni festivi”. Nel testo si richiamano inoltre le difficoltà di medicina e lungodegenza per la carenza di personale e l’assenza del cardiologo nelle ore notturne e nei festivi.
Il pronto soccorso, nella ricostruzione del sindacato, è il punto in cui la crisi diventa più evidente anche per gli effetti sull’emergenza territoriale. “A causa delle carenze strutturali e organizzative dell’ospedale, il servizio ambulanza, soprattutto di notte e nei giorni festivi, è costretto a continui trasferimenti per consulenze chirurgiche, ortopediche, otorinolaringoiatriche, cardiologiche e di ostetricia-ginecologia”. E ancora: “Quando è necessario un intervento chirurgico, i pazienti vengono trasferiti fino a Sassari, con tempi di percorrenza lunghi, aumento dei rischi clinici e mezzi di soccorso sottratti per ore al territorio della Gallura”.
Nel comunicato si cita anche il ricorso ai trasferimenti per esami diagnostici nelle ore notturne e festive. “Come Uil-Fpl non possiamo accettare che l’ospedale di Tempio Pausania venga progressivamente svuotato di servizi e funzioni, trasformandosi in un presidio di serie B. I cittadini della Gallura hanno diritto a una Sanità pubblica efficiente, sicura e dignitosa, così come i lavoratori hanno diritto a condizioni di lavoro sostenibili”. Il sindacato chiede interventi immediati, assunzioni, riattivazione dei servizi e programmazione: “La Uil-Fpl continuerà a denunciare queste criticità e a chiedere risposte concrete, perché la sanità pubblica non è un favore, ma un diritto”.
































