OLBIA. Quasi tutto il PD, nessuno del resto della minoranza, qualche residente e niente più. L’argomento microcriminalità al centro non attira l’Olbia dalla tastiera facile, quella che abbonda di commenti solidali e partecipati su Facebook, quella che s’indigna quando vede ragazzi sanguinanti aggirarsi in piazza, tavolini che volano e risse quasi quotidiane. Ieri sera in piazza Mercato il summit politico sul tema della sicurezza è servito soltanto a ribadire ancora una volta la posizione del partito di minoranza.
Che Olbia diserti le assemblee quando viene chiamata a far sentire la propria voce in presenza non è una novità ma l’argomento, almeno nella testa degli organizzatori, avrebbe dovuto interessare quanto meno le migliaia di residenti che vivono tra Sa Rughe e San Simplicio. Peccato. L’assenza dei cittadini è sempre un’occasione persa.
Per il resto, gli esponenti del PD hanno, ancora una volta, tenuta alta l’attenzione sul tema. Pietro Spano, segretario cittadino, ha coordinato gli interventi aperti da Tore Serra presidente del comitato del centro storico. “A noi non è mai arrivata nessuna risposta alle nostre istanze e negli ultimi tempi la situazione microcriminalità è peggiorata sensibilmente. Noi come comitato del Centro storico non chiediamo altro che il quartiere cessi di essere un luogo non sicuro come abbiamo evidenziato nel recente esposto presentato al Prefetto”.
Tra i residenti sono intervenuti Gerardo De Luca che ha dichiarato “Qui non si dorme più, per questo vorremmo che l’amministrazione fosse decisamente più presente” e Paolo Marcetti: “Sono nato qui e quando avevo 6 anni venivo in piazza Mercato a giocare. Oggi non manderei mio figlio a piedi da queste parti dove ci sono anche problemi di degrado e di pulizia”.
Per Luigi Damigella l’amministrazione si distingue “per assenteismo in tema di legalità. Il centro storico nel fine settimana è invivibile”.
È intervenuto anche il presidente dei comitati di quartiere Giovanni Porcu: “Dobbiamo far sentire la voce dei cittadini che anche noi, nel nostro piccolo, rappresentiamo. La questione sicurezza deve essere risolta in tempi brevissimi attraverso vidoesorveglianza e la presenza delle Forze dell’ordine”.
Per Arrigo Delaria (PSI) “In questa piazza c’era un mercato con commerciati locali ma Olbia è l’unica città dove non esiste un mercato civico. Il Comune è portato a farsi notare per amenità come quella dei 30 km all’ora ma i problemi della microcriminalità non vengono minimamente presi in considerazione”.
“In aula il sindaco ci ha chiesto dove viviamo perché per lui Olbia è una città sicura – ha detto Ivana Russu -. Noi invece ci chiediamo dove abita lui. Se il centro storico è il suo fiore all’occhiello immaginiamo come considera le periferie. Ma poi c’è da chiedersi dove sono gli assessori visto che sono totalmente assenti e non partecipano mai neanche ai dibattiti in aula”.
Per la capogruppo del PD “se il centro storico è bello architettonicamente è solo per il piano particolareggiato voluto dalla nostra amministrazione. Nel frattempo attendiamo da anni, malgrado gli annunci, il Puc, il Pul, il piano di mitigazione e persino la riqualificazione di questa piazza dove ci sono da sempre i parcheggi sotterranei fuori norma. Sogno la cosa più bella per questa piazza: un mercato coperto come esiste in ogni città”.
Gianluca Corda è più tranciante: “Guardiamoci intorno. Nizzi vuole che i residenti scappino dal centro e questo piano sta funzionando. A lui, a parte qualche area ristrettissima, il centro storico nella sua totalità non interessa. Oggi questo è un non luogo ma dobbiamo immaginarlo tra tre mesi. L’inverno della città sarà lunghissimo e non possiamo non vedere cosa sta succedendo in tutta Italia dal punto di vista climatico. Noi andremo avanti e continueremo a dare fastidio all’impero che dorme”.
Secondo Maddalena Corda “il sindaco sarà pure residente in questa città ma è evidente che non la vive. Il centro è grande, parte dal quartiere della Croce e arriva fino a San Simplicio ma lui si occupa solo di piccole aree. Altra questione è il mutismo della maggioranza. Nessuno parla perché il sindaco è il portavoce di tutti. E poi, quando prendiamo la parola e dicamo qualcosa che a Nizzi non piace, gira di spalle e se ne va. Intanto le commissioni non si riuniscono e gli assessorati non lavorano. Serve che la maggioranza ci ascolti e non si limiti a inaugurare opere progettate da altri come ha fatto fino a ora”.
In chiusura Pietro Spano ha detto che gli incontri con la cittadinanza continueranno in itinere.
































