Olbia 19 febbraio 2026 – L’inchiesta sulla morte di Giovanni Marchionni, 21enne di Bacoli trovato senza vita a bordo di uno yacht lungo 17 metri ormeggiato alla Marina di Portisco lo scorso 8 agosto, ha raggiunto un nuovo livello di sviluppo. La Procura di Tempio Pausania ha iscritto nel registro degli indagati Annalaura di Luggo, armatrice dell’imbarcazione e manager nonché consigliere delegato del cantiere nautico Fiart Mare di Bacoli, per omicidio colposo. La donna è difesa dall’avvocato Giampaolo Murrighile.
Gli accertamenti tecnici più recenti si sono concentrati sul funzionamento delle batterie, sul sistema di ricarica e sull’impianto elettrico dell’imbarcazione dopo il sopralluogo che ha coinvolto il consulente della Procura e il procuratore capo. Secondo gli inquirenti alcune anomalie negli impianti potrebbero avere favorito la fuoriuscita di gas tossici, tra cui acido solfidrico, potenzialmente letale e collegato alla morte dello skipper.
La svolta formale nelle indagini arriva dopo mesi di approfondimenti che avevano escluso cause come l’assunzione di sostanze stupefacenti e portato l’attenzione sulla possibile intossicazione da gas tossici derivanti dalle batterie dell’imbarcazione.
Resta aperto il quadro complessivo delle responsabilità penali e tecniche; proseguono ulteriori verifiche per chiarire il ruolo di ogni soggetto coinvolto e la dinamica esatta degli eventi che hanno portato al decesso di Marchionni.
































