Olbia 1 febbraio 2026 – Per i residenti di via Piccinni, l’incendio che ha distrutto l’appartamento al piano terra e si è propagato fino al solaio non è un episodio casuale. La certezza che circola tra condomini e vicini è quella di un gesto doloso indirizzato contro l’uomo che vive al piano terra, un quarantenne olbiese, ben noto alle forze dell’ordine.
Una vicenda che, nel racconto dei residenti, cambia anche il modo in cui viene percepito l’uomo: da possibile bersaglio a causa indiretta di un’escalation che starebbe mettendo a rischio non solo la casa al secondo piano ma anche gli altri residenti della via. Tutti se la prendono con lui che avrebbe attirato l’attenzione di bande criminali legate al giro della droga.
“Ci siamo spaventati tantissimo – racconta la signora Paola, che vive al piano superiore colpito dall’incendio -. Eravamo in cinque. Io sono malata di diabete e soffro di cuore, con noi c’erano anche due anziani, uno con demenza senile. Non sapevamo come scappare né come comportarci. Voglio che lo prendano e che mi paghi i danni, mi ha rovinato la casa. Chi mi tutela? Vivo con una misera pensione di reversibilità. Non devo mangiare? Questa casa l’ho fatta con tanti sacrifici e ora me la vedo distrutta. Non è la prima volta che succede. Sono arrabbiatissima”.
Lo scorso aprile il fuoco era stato appiccato nel pianerottolo d’ingresso con l’obiettivo di danneggiare il portoncino. La stessa casa era già stata presa di mira più volte con bombe carta e molotov. Questa volta, invece, l’azione ha avuto conseguenze ben più gravi, con l’appartamento andato distrutto.
“Abbiamo avuto paura – dice un’altra vicina -. Mi sono affacciata per caso alla finestra e ho visto il fumo nero uscire dalle finestre. Abbiamo immediatamente chiamato i sosccorsi. Non è la prima volta che succede. Sono anni che assistiamo a episodi di questo genere, dalle auto bruciate ad altri atti intimidatori. Abbiamo passato un’estate da cani, tra petardi di ogni genere e continui spaventi. Era qualcosa che, secondo me, ci si poteva aspettare. La sua presenza è sempre stata una bomba a orologeria”.
Due giorni prima dell’incendio, nella stessa abitazione al piano terra, erano intervenute le guardie ecozoofile per due cani trovati nel cortile in apparente stato di pericolo. Uno dei due è risultato rubato a Tempio e, grazie al microchip, è stato restituito al legittimo proprietario.
Sul fronte dell’incendio non sarebbero stati trovati acceleranti ma la rapidità con cui il rogo si è sviluppato viene indicata come un elemento che potrebbe rafforzare l’ipotesi di un’azione mirata e intenzionale. Dopo l’intervento dei soccorsi, la palazzina è stata evacuata e gli occupanti sono momentaneamente ospitati da alcuni familiari. L’abitazione distrutta è stata posta sotto sequestro e sono in corso le indagini per risalire alle cause ed, eventualmente, al responsabile.
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