Olbia 2 febbraio 2026 Difendere la sicurezza informatica di uno dei settori economici più rilevanti della Sardegna. È da Olbia, e in particolare dal distretto della nautica, che prende forma l’impegno di Evolink, azienda primaria a livello nazionale nel campo delle telecomunicazioni e della cybersecurity, chiamata a operare in un contesto in forte crescita per fatturato e visibilità.
Il sistema portuale del nord Sardegna è destinato a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo. Il porto Isola Bianca punta ai 7 milioni di passeggeri nel 2030, confermandosi primo scalo passeggeri del Mediterraneo. Accanto allo scalo principale si sviluppa un sistema integrato che comprende il Cocciani, non più solo polo industriale, e Golfo Aranci, sempre più proiettata sul traffico crocieristico. In questo scenario la sicurezza, anche sul fronte digitale, diventa una chiave essenziale per tutelare un comparto che, insieme al turismo, rappresenta il motore economico di Olbia e della Gallura.
La crescente interconnessione tra infrastrutture portuali, sistemi di bordo e servizi digitali espone il settore a rischi informatici quotidiani. Un tema che incrocia direttamente l’evoluzione normativa. «La rapida evoluzione digitale non risparmia alcun settore economico, e il mondo nautico e portuale di Olbia e della Gallura non fa eccezione – sottolinea Vittorio Laini (in foto), amministratore delegato di Evolink -. Oggi la connessione tra sistemi di bordo, infrastrutture logistiche, procedure operative e servizi digitali è sempre più intrinseca all’efficienza, alla competitività e persino alla sicurezza fisica e ambientale delle attività marittime».
Con la circolare 177/2025 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, emanata in collaborazione con il comando generale delle Capitanerie di porto e l’autorità Nis per il settore trasporti, la cybersecurity entra a pieno titolo nei sistemi di gestione della sicurezza e nei piani di security di unità navali e infrastrutture portuali. La piena operatività è fissata al primo novembre 2026. Olbia si colloca tra gli snodi cruciali del Mediterraneo per volume di aziende coinvolte e per l’impatto della nautica, in particolare degli yacht, durante la stagione estiva.
Un ruolo che rende il territorio non solo un hub operativo per la grande nautica ma anche un punto sensibile sotto il profilo della sicurezza digitale. In questo contesto opera Nautica Assistance, agenzia e fornitore leader nel settore dei superyacht, con sede centrale a Olbia e uffici nei principali porti turistici dell’Isola. Una realtà che gestisce quotidianamente una quantità significativa di informazioni riservate. «Siamo custodi di dati estremamente sensibili, che riguardano sia aziende sia persone con una grande disponibilità economica. Questo ci colloca inevitabilmente tra i target privilegiati degli attacchi hacker» – spiega Alberto Cadeddu, general manager di Nautica Assistance.
«La sicurezza del dato e dell’informatica in generale è un aspetto talmente basilare che qualsiasi IT manager dovrebbe esserne ossessionato – afferma Umberto Valerio, IT manager del Molinas Group -. Abbiamo avviato un lavoro costante di valutazione dei rischi, accompagnato da procedure precise, investimenti mirati, consulenze specialistiche, formazione interna e attività di penetration test. Disponiamo di più sistemi di backup su storage separati e di servizi di disaster recovery e business continuity, che permettono di ripartire in tempo reale in caso di disservizio».
Un percorso che vede Evolink affiancare le realtà locali nella costruzione di sistemi di protezione avanzati. «Stiamo supportando le realtà locali nell’implementazione di framework di cybersecurity robusti, capaci non solo di soddisfare i requisiti normativi, ma di generare valore competitivo, attraverso la protezione dei dati, la continuità dei servizi e la sicurezza operativa – conferma Vittorio Laini -. Crediamo che la sicurezza digitale sia un asset fondamentale per il futuro del comparto marittimo. Guardiamo al novembre 2026 non come a una scadenza da temere, ma come a una tappa di maturità collettiva, che può rafforzare l’intero ecosistema produttivo».
































