★VIDEO★ Olbia 31 gennaio 2025 – Gli attentatori questa volta non si sono fermati a un avvertimento sulla porta. Anche se non ci sono ancora conferme ufficiali, sull’origine dolosa dell’incendio divampato nel pomeriggio in via Piccinni, traversa di via Barcellona, ci sarebbero pochi dubbi. Non sarebbero stati trovati acceleranti ma la rapidità con cui il rogo si è sviluppato potrebbe rafforzare l’ipotesi di un’azione intenzionale. Le fiamme, partite dal piano terra, hanno distrutto l’appartamento causando danni ingenti agli ambienti e agli arredi interni.
Il nuovo episodio viene ricondotto ai precedenti attentati che avrebbero avuto come bersaglio un quarantenne olbiese, noto alle forze dell’ordine, che vive nell’abitazione al piano terra. L’uomo da circa due settimane si era allontanato dalla casa. Secondo quanto riferito da alcuni conoscenti, sarebbe stato recentemente accoltellato ma sul fatto di sangue non si conoscono dettagli.
Lo scorso aprile, il fuoco era stato appiccato nel pianerottolo d’ingresso con l’obiettivo di danneggiare il portoncino. Il calore aveva compromesso intonaci e impianto elettrico, danneggiando anche campanello e lampada dell’uscio. Ma la stessa casa era già stata presa di mira più volte con bombe carta e molotov artigianali.
Questa volta, invece, l’azione ha avuto conseguenze ben più gravi, con l’appartamento andato distrutto. Al momento dell’incendio al piano terra non c’era nessuno. Il proprietario si era allontanato da un paio di settimane.
Un filo che si riannoda e che ora gli investigatori stanno cercando di ricostruire passo dopo passo. Gli incendi che hanno colpito più volte la stessa abitazione vengono letti come tasselli di una sequenza precisa, non come episodi isolati. L’attenzione si concentra sui precedenti, sulle modalità di innesco e sui tempi con cui il fuoco è tornato a colpire, fino all’ultimo rogo che ha distrutto l’appartamento.
Gli accertamenti mirano a capire se dietro l’escalation ci sia una regia unica e quale possa essere il movente. La ripetitività degli episodi, la progressione dei danni e il salto di qualità dell’ultima azione rafforzano l’idea di un gesto mirato. Un percorso che, secondo chi indaga, potrebbe aver avuto una fase iniziale di avvertimento per poi trasformarsi in qualcosa di più grave.
Ora si lavora per ricostruire contatti, frequentazioni e contesti, con l’obiettivo di dare un nome e un volto a chi avrebbe scelto il fuoco come strumento di pressione. Un’indagine che punta a chiarire non solo il come, ma soprattutto il perché di una serie di incendi che hanno lasciato un segno in via Piccinni. Di seguito il video:
































