Padru 3 gennaio 2026 – Il 3 gennaio di trent’anni fa Padru si staccava da Buddusò e diventava comune autonomo. Un passaggio che, secondo l’amministrazione, ha dato forma a una nuova importante istituzione: ha avviato i Servizi Sociali e ha rafforzato l’attenzione verso le 12 frazioni. Oggi il Comune mantiene il primato di realtà più giovane della Sardegna e prepara un 2026 di appuntamenti dedicati all’anniversario. Antonello Idini, attuale sindaco, e Antonio Satta, storico primo cittadino dell’autonomia, hanno convocato la stampa al Demo’s Café di via Genova a Olbia.
“Il raggiungimento dell’autonomia da parte del comune di Padru – ha detto Idini – è stato un grande successo e lo dimostra il presente: un momento storico e florido per il nostro Comune. Lo spopolamento non ci colpisce tant’è che il saldo tra nascite e morti è leggermente positivo. È un momento molto effervescente dove l’iniziativa privata e l’imprenditoria sta migliorando e questo ovviamente ci inorgoglisce”.
Il programma per i trent’anni accompagnerà l’intero anno. “Il 2026 sarà l’anno dei festeggiamenti. Abbiamo deciso di ripercorrere tutte le tappe storiche del nostro Comune, valorizzando le manifestazioni storiche. Pensiamo alla Biennale Internazionale di Pittura, anch’essa nata anch’essa trent’anni fa. Avvieremo altre manifestazioni culturali: pensiamo al 27 gennaio, La Giornata della Memoria. Pensiamo alla Strada del Gusto, che è un’iniziativa estiva per valorizzare i prodotti locali e il turismo nel nostro paese e nelle nostre frazioni. Pensiamo anche agli aperitivi d’autore, quindi a valorizzare gli autori sardi e promuovere sempre di più la cultura e nei nostri concittadini che è il veicolo fondamentale per la crescita civile del futuro”.
A riportare lo sguardo al momento della nascita del Comune è l’ex sindaco Antonio Satta: “Non ho nostalgia di quell’epoca, sono felice di essere stato un protagonista di quella novità che abbiamo creato con la volontà di tutta la popolazione. Le varie frazioni erano abbandonate a Dio e agli uomini”.
Satta ha insistito sulla necessità, allora come oggi, di costruire la crescita del territorio: “C’era bisogno di creare le condizioni perché questo territorio potesse iniziare a vivere con le proprie capacità, con un’amministrazione attenta alla nuova realtà”. Tra i risultati che rivendica dopo l’autonomia cita la presenza istituzionale. “Padru è stato presente a livello regionale e a livello nazionale”.
Un passaggio centrale, per l’ex sindaco, riguarda i servizi. “Noi su questo abbiamo dato grande importanza perché era una zona abbandonata – ha aggiunto Satta -. Eravamo riusciti ad assicurarci la presenza dei medici che ci hanno aiutano in maniera determinante. Abbiamo creato nuovi servizi e tuttora vengono mantenuti dagli amministratori attuali”.
Nelle parole di Satta, il trentennale diventa anche un richiamo all’unità della comunità. “Padru è un comune che tutti conoscono per tutto quello che ha potuto dare e che sta continuando a dare. Noi dobbiamo cercare tutti quanti insieme di essere uniti per creare le condizioni perché questo comune cresca sempre sotto ogni punto di vista perchè chi abita a Padru sia contento di rimanerci per sempre”.
































