Olbia 5 febbraio 2026 – Il consiglio comunale di Bacoli ha chiesto l’inserimento all’ordine del giorno di un punto dedicato alla “solidarietà e sostegno alla famiglia di Giovanni Marchionni per la verità sulla sua prematura scomparsa”. Una presa di posizione formale che riporta al centro dell’attenzione istituzionale la morte del giovane skipper originario di Bacoli, trovato senza vita la scorsa estate a bordo di uno yacht ormeggiato alla Marina di Portisco, in Costa Smeralda.
Nel documento indirizzato alla presidente del consiglio comunale, Francesca Di Meo, si ricorda che “la tragedia che ha scosso la nostra comunità la scorsa estate, con la perdita del giovane Giovanni Marchionni, morto mentre lavorava come skipper su uno yacht, ha segnato profondamente la città di Bacoli”. Il Consiglio sottolinea il legame del ragazzo con il territorio definendolo “un figlio di questa terra, amante del mare e capace di trasformare la sua passione in lavoro”, che ha perso la vita lontano da casa “in un porto della Costa Smeralda ed in circostanze che col tempo emergono in maniera sempre più chiara”.
Nel testo vengono richiamate anche le cause ipotizzate del decesso: “Un problema agli impianti della imbarcazione, le esalazioni tossiche sprigionatesi nella notte hanno portato via Giovanni dalla sua terra e dai suoi affetti”, una morte che viene definita “assurda” e che “nulla potrà mai giustificare agli occhi di chi lo ha conosciuto, gli ha voluto bene”.
Pur ribadendo il rispetto per il lavoro della magistratura, l’assemblea cittadina afferma la volontà di non arretrare nella ricerca della verità. “Con spirito di comunità, con senso delle istituzioni e con fiducia nella giustizia questo consiglio comunale esprime tutta la sua solidarietà alla famiglia Marchionni”, si legge ancora, impegnandosi “a non arretrare di un passo nella ricerca della piena verità ed a mettere in campo tutte le iniziative possibili per rendere giustizia a Giovanni ed alla sua famiglia”.
Tra gli impegni assunti dal Comune guidato dal sindaco Josi Gerardo Della Ragione c’è anche quello di un coinvolgimento diretto dell’ente locale nel procedimento giudiziario. Il Consiglio, infatti, “impegna l’amministrazione comunale di Bacoli a farsi portavoce verso tutte le istituzioni di questo dovere morale di restituire dignità e giustizia a Giovanni ed a tutte le vittime del lavoro”, assumendo “sin d’ora l’impegno di costituirsi come parte civile il comune di Bacoli nel processo che si andrà a celebrare”.
































