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Stampa sotto embargo, Olbianova esclusa dal sindaco

Stop ai rapporti dopo un’intervista e quattro quesiti sul programma rimasto incompiuto

Olbianova di Olbianova
9 Gennaio 2026 ore 19:22
in Cronaca, Top
Tempo di lettura 2 min.
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Olbia 9 gennaio 2026 – Un nuovo episodio che tocca la libertà di stampa si registra a Olbia. Il sindaco Settimo Nizzi ha deciso di interrompere i rapporti con Olbianova dopo una recente intervista che, di fatto, segna la chiusura di ogni confronto con la testata.

Alla base della decisione ci sono quattro domande, tutte riferite a punti del programma elettorale non realizzati. Quesiti legittimi, legati a impegni scritti nero su bianco e sottoposti al giudizio degli elettori. Domande che non sono state gradite dal primo cittadino, accompagnate da risposte scomposte e da offese rivolte al giornalista, senza che sia seguita alcuna spiegazione o scusa verso chi quel programma lo ha votato.

Il caso assume un rilievo che va oltre il singolo episodio. Si inserisce in un andazzo che richiama pratiche già viste in passato, quando le promesse elettorali si moltiplicano in campagna e si dissolvono una volta conquistato il mandato. Un metodo che trova un argine solo nel lavoro di chi continua a porre domande anche quando sono scomode.

Non è la prima volta. Dopo il precedente embargo disposto anni fa nei confronti di Olbia.it, arriva ora il secondo stop, questa volta ai danni di Olbianova. Una scelta che priva la testata dei comunicati e dell’accesso alle conferenze stampa del Comune ma che non limita il diritto di informare né quello dei cittadini a essere informati.

L’assenza delle veline istituzionali non impedisce l’accesso alle informazioni pubbliche che continueranno a essere raccontate. Potrà cambiare la velocità di pubblicazione delle attività del Palazzo ma non la sostanza del lavoro giornalistico, che non si misura sulla quantità di comunicati ricevuti né sull’allineamento alle versioni ufficiali.

In queste ore è arrivata una forte solidarietà da parte dei lettori. Un sostegno che conferma come la libertà di stampa non sia una questione corporativa ma un presidio democratico. I sindaci passano, le istituzioni restano e il giornalismo continua a esistere anche quando viene ostacolato. Di seguito l’intervista rilasciata dal sindaco a fine anno:

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