Olbia 23 febbraio 2026 – Quattrocento atleti senza il loro campo di allenamento nel pieno della stagione sportiva. È la situazione che riguarda il Porto Rotondo Academy dopo la chiusura dell’impianto di Tanca Ludos, appartenente al comune di Olbia, dichiarato non accessibile a seguito di presunte irregolarità risalenti ad anni precedenti.
La comunicazione, arrivata circa due settimane fa, ha colto di sorpresa famiglie degli atleti. In una nota inviata in redazione dalle famiglie si legge: “All’improvviso ci viene comunicato che l’impianto sportivo di Tanca Ludos, dove si allenano i nostri ragazzi del Porto Rotondo Accademy, non sarebbe più stato accessibile a causa di irregolarità risalenti ad anni pregressi, portate alla luce con un esposto presentato al Comune e autorità competenti”.
Il provvedimento ha generato disagi organizzativi rilevanti. Sempre nella comunicazione si sottolinea: “E’ comprensibile a questo punto l’enorme disagio, in termini di tempo ma non solo, causato ai circa 400 atleti (famiglie), e relativi mister, che si allenavano in quel campo, dovuto all’assenza di ulteriori campi fruibili”.
La società si è trovata costretta a cercare soluzioni alternative nei comuni della Gallura per consentire ai ragazzi di proseguire gli allenamenti e partecipare ai campionati. Nel testo si evidenzia: “Ci si ritrova a dover girovagare per i campi galluresi del circondario, con notevoli difficoltà anche per la Società nel reperire la disponibilità dei campi e permettere ai ragazzi di continuare ad allenarsi e disputare i vari campionati”.
Tra i punti sollevati anche la tempistica dell’esposto. “Ma era davvero una situazione così urgente e di imminente pericolo tale da dover presentare l’esposto a metà campionato? E non attendere almeno la fine del campionato e poi procedere? Sono queste le reali motivazioni?”.
La richiesta riguarda inoltre eventuali soluzioni temporanee. “Possibile che non ci sia almeno una soluzione temporanea o la possibilità di una sanatoria per poter risolvere la situazione?”.
Nel documento vengono citate anche altre strutture ritenute non disponibili: “E nel frattempo…il Caocci non pervenuto, il nuovo campo in via Nervi non pervenuto, il Nespolino abbandonato, il Meloni..abbandonato e noi paghiamo per la precarietà!!”.
Le famiglie chiedono che la vicenda venga portata all’attenzione pubblica e auspicano un intervento che consenta di garantire continuità alle attività sportive.

