Olbia 3 dicembre 2025 – Si è spento nell’ospedale di Nuoro Jean Claude Lesuisse, 78 anni, architetto belga-francese che ha legato il proprio nome alla nascita e alla crescita della Costa Smeralda. Con le sue linee morbide e le ville incastonate tra rocce e macchia mediterranea ha segnato in modo riconoscibile il paesaggio turistico della Gallura.
Nato in Belgio, Jean Claude Lesuisse si è formato prima come scultore e pittore poi come architetto. Dalla fine degli anni Sessanta ha scelto la Sardegna come luogo di vita e di lavoro, concentrando la sua attività soprattutto tra Olbia, Porto Cervo e l’intera Costa Smeralda. Allievo e continuatore della lezione di Jacques Couëlle e Savin Couelle ha sviluppato una propria idea di architettura organica, in ascolto del vento, del mare e delle rocce.
Il suo stile si riconosce nell’uso costante di volumi curvi, muri senza spigoli, aperture che incorniciano il paesaggio e materiali locali come granito, legno, ferro battuto e cotto artigianale. L’obiettivo era attenuare qualsiasi segno aggressivo fondendo le case con l’ambiente naturale e creando una continuità tra interno ed esterno attraverso verande, portici e grandi vetrate affacciate sul mare.
Tra i lavori più importanti in Gallura spiccano le ville del Parco del Pevero, complesso residenziale che domina il golfo e che Lesuisse immaginava come un luogo in cui potesse rivivere lo spirito gallurese, e le Residenze del Principe e il complesso di Piazza del Principe nel cuore di Porto Cervo, oggi considerati tra gli esempi più rappresentativi dell’architettura smeraldina. La sua firma ricorre anche in numerose ville affacciate sul Pevero, su Cala di Volpe e lungo la costa a nord di Olbia, spesso citate nelle schede immobiliari come opere di un maestro d’arte di fama internazionale.
Il nome di Jean Claude Le Suisse è legato inoltre al progetto del grande albergo e del borgo di Poltu Quatu, dove l’hotel e le residenze nascono come un villaggio di pescatori immerso nella macchia mediterranea, con linee morbide in legno e granito che dialogano con i monoliti bianchi della baia. La stessa ricerca di integrazione con il territorio si ritrova in complessi residenziali affacciati sul mare, concepiti con un forte impianto naturalistico fatto di pietra, ferro, vetro e legno organizzati in archi, volte e grandi aperture con vedute spettacolari.
Accanto alle ville sul mare Lesuisse ha lavorato anche sull’entroterra olbiese e gallurese, firmando il recupero di antichi stazzi trasformati in strutture di ospitalità di pregio immerse nei graniti, dove finestre a “occhio di bue” e dettagli artigianali mantengono il legame con l’architettura rurale originaria. La stessa poetica organica è stata portata anche fuori dalla Sardegna, in complessi residenziali della terraferma e in residenze uniche presentate come vere e proprie “ville-scultura”.
Oggi il nome di Jean Claude Lesuisse ritorna nelle biografie dedicate alla Costa Smeralda e nelle descrizioni di molte proprietà tra Olbia, Porto Cervo, San Teodoro e l’intera Gallura, a testimonianza di un’eredità che ha contribuito a fissare l’immagine internazionale di questo tratto di costa.
































