Olbia 2 gennaio 2026 – Il sistema di videosorveglianza comunale è operativo su tutto il territorio. Sono circa duecento le telecamere installate agli ingressi della città e nei punti a maggiore traffico pedonale e veicolare. L’obiettivo è il controllo del territorio e il supporto alle attività di sicurezza urbana.
Il funzionamento dell’impianto è regolato da norme nazionali ed europee. La base giuridica è il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali e il Codice in materia di protezione dei dati personali. Il Comune è titolare del trattamento e risponde del corretto utilizzo delle immagini.
Le telecamere possono essere utilizzate esclusivamente per finalità di sicurezza urbana, tutela del patrimonio pubblico, prevenzione e accertamento di illeciti e supporto alla Polizia locale e alle forze dell’ordine. È escluso qualsiasi impiego per il controllo a distanza dei lavoratori o per finalità diverse da quelle dichiarate.
La raccolta delle immagini deve rispettare il principio di proporzionalità. Le riprese sono limitate alle aree pubbliche e non possono inquadrare abitazioni private o luoghi non pertinenti. La segnaletica che indica la presenza delle telecamere è obbligatoria e deve essere visibile.
I tempi di conservazione dei filmati sono limitati. In via ordinaria le immagini possono essere conservate per un periodo ristretto, di norma non superiore a pochi giorni, salvo esigenze di indagine o richieste dell’autorità giudiziaria. Trascorso il termine, i dati vengono cancellati automaticamente.
L’accesso alle immagini è consentito solo a personale autorizzato e formato. Ogni operazione di visione o estrazione dei filmati deve essere tracciata. I cittadini possono esercitare i diritti previsti dalla normativa, come l’accesso ai dati che li riguardano, nei limiti stabiliti dalla legge.
Sistemi analoghi sono già attivi in molte città italiane. Milano utilizza da anni una rete estesa di telecamere integrate con il controllo dei varchi e delle zone a traffico limitato. Roma ha implementato un sistema diffuso per il monitoraggio di aree sensibili e grandi eventi. Torino e Bologna hanno adottato reti di videosorveglianza a supporto della sicurezza urbana e della mobilità. Anche Firenze, Napoli e Cagliari dispongono di impianti strutturati, spesso collegati alle centrali operative delle Polizie locali e alle forze dell’ordine.
Il sistema rappresenta uno strumento di supporto alla sicurezza urbana. Il suo utilizzo resta vincolato al rispetto delle garanzie previste per la tutela della privacy e dei diritti individuali.
































