Gentile Redazione
c’è qualcosa di profondamente ingiusto in quello che sta accadendo al porto di Olbia in vista della notte di Capodanno. Mentre la nostra città si prepara ad accogliere migliaia di persone per il grande concerto di Marco Mengoni e Lazza, una nave da crociera – ormeggiata stabilmente nel porto – offre pernottamenti a soli 50 euro, trasformandosi di fatto in un albergo galleggiante.
Sarebbe tutto lecito, se non fosse che questa pratica danneggia pesantemente le strutture ricettive locali: bed & breakfast, affittacamere, case vacanze e hotel che, a differenza della nave, versano regolarmente la tassa di soggiorno, gli oneri fiscali e rispettano le normative regionali sull’accoglienza turistica. Il risultato è una concorrenza sleale che penalizza chi opera tutto l’anno con serietà e contribuisce alle casse comunali, oltre a creare un precedente pericoloso per il futuro del turismo locale.
Se una compagnia di navigazione può improvvisarsi “albergo” senza sostenere i doveri che gravano su chi lavora a terra, allora il nostro tessuto economico rischia di vedere vanificati anni di impegno, investimenti e sacrifici.
Chiedo dunque alle autorità comunali, portuali e regionali di verificare la regolarità di questa operazione, di chiarire se vengano corrisposte le dovute imposte e, soprattutto, di tutelare il lavoro delle tante attività locali che contribuiscono ogni giorno a mantenere viva la città anche nei periodi meno favorevoli. Il Capodanno a Olbia deve essere una festa per tutti, non un affare per pochi.
Un operatore del settore ricettivo e cittadino di Olbia
































