“Quando abbiamo aperto la raccolta pasquale della spesa per i bisognosi, l’auspicio era di raggiungere la quantità di beni raccolta nel precedente Natale, un ‘miracolo’ secondo noi in quel momento. Ma la sorpresa per noi è stata molto più grande quando ci siamo resi conto che le sacrestie di San Michele e di Sant’Antonio iniziavano a non contenere più la spesa portata. Quando abbiamo disposto la spesa raccolta attorno all’altare per mostrare alla gente quanto era stato donato, ecco la certezza: la raccolta non solo ha raggiunto in quantità quella precedente, ma l’ha anche raddoppiata”. A parlare è don Theron Casula, parroco di San Michele Arcangelo che in una nota stampa, con i volontari del servizio Caritas parrocchiale, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta di solidarietà.
La parrocchia di San Michele Arcangelo promuove due raccolte di alimenti e generi di prima necessità dal 2018, una a Natale e l’altra a Pasqua. “Dopo quella dello scorso Natale – si legge nella nota inviata dalla parrocchia – anche nella Pasqua 2021 si è rinnovato questo appuntamento di generosità cui hanno partecipato tanti cittadini, in particolare, ma non solo, quelli dei quartieri gravitanti attorno alla Parrocchia inclusa la frazione di Putzolu, i quali hanno portato personalmente una spesa per le famiglie bisognose lasciandola nella chiesa madre di San Michele e nella chiesa di Sant’Antonio.
Nonostante il tempo di grave difficoltà economica collegato alla pandemia e non solo, le famiglie dei quartieri colpiti dall’alluvione per ben due volte, hanno dimostrato ancora una volta grande generosità. Il fatto che la spesa sia il dono di gente comune, lavoratori e pensionati, famiglie che non navigano certo nell’oro, moltiplica il valore di questo gesto di generosità, che ha superato di gran lunga le attese giungendo a riempire il vasto presbiterio di San Michele, il maggiore luogo di culto per dimensioni della città”.

Don Theron Casula ha dichiarato che è stato complicato sistemare tutte le confezioni di cibo e generi di prima necessità sul presbiterio “e – ha aggiunto il parroco – alla fine abbiamo sistemato oltre trecento buste di spesa, senza contare le confezioni intere di olio, latte, tonno, etc. sistemate una sull’altra per mancanza di spazio. Si tratta di un segno forte, quasi miracoloso, che nasce dal cuore stesso della Pasqua come dono concreto di condivisione che andrà ai bisognosi e ad alcune realtà caritative della città tra cui la Cittadella della Carità.
L’altare di San Michele reso bellissimo da questi tanti ‘fiori della carità’, richiama alla memoria la bellezza della chiesa di Sant’Antonio ricolma di beni di prima necessità in occasione dell’alluvione del 2013. La carità e la condivisione sono il filo rosso sul quale scriviamo la storia della nostra comunità parrocchiale. Per questo dal profondo del cuore diciamo grazie a tutti coloro che hanno saputo spezzare il pane delle loro famiglie per dividerlo con gli altri. Il Signore – ha concluso don Theron – ricompensi ogni singolo gesto con la sua benedizione”.































