Olbia 4 febbraio 2026 – Il carnevale tradizionale sardo osservato da una prospettiva inusuale. È questo il cuore di “Su fogu ‘e Satt’Antoni”, il lavoro di Antonio Satta, fotoreporter che ha scelto di raccontare i riti del 16 e 17 gennaio mettendo al centro il fuoco, elemento dominante delle cerimonie che segnano la prima uscita delle maschere.
La mostra sarà inaugurata venerdì 6 febbraio alle 18:00 negli spazi di Argonauti. Per l’occasione il cantautore olbiese Daniele Gala eseguirà dal vivo il brano “Viseras”, dedicato alle maschere tradizionali.
Il progetto di Antonio Satta attraversa la Barbagia e si concentra su tre paesi simbolo: Mamoiada, Ottana e Orotelli. Qui prendono vita i Mamuthones e Issohadores, i Boes e Merdules, la Filonzana e i Thurpos. Riti nati come espressione autentica delle comunità locali e oggi trasformati in eventi più strutturati, pur conservando il valore apotropaico e propiziatorio che continua a essere riconosciuto dagli abitanti e l’ospitalità che accompagna le celebrazioni. “Su fogu ‘e Satt’Antoni” è un divertente gioco di parole che serve a raccontare un lavoro un’esperienza.
Al centro delle immagini ci sono le grandi pire accese nelle piazze. Intorno al fuoco si muovono le maschere, i partecipanti che offrono cibo e bevande e le autorità religiose, parti integranti di liturgie in cui sacro e profano convivono. Una scelta precisa, quella di Satta, che privilegia il contesto e l’elemento rituale rispetto alla rappresentazione isolata delle maschere, più frequente nella fotografia sul carnevale.
I reportage sono tre e coprono un arco temporale ampio. Il primo risale agli anni Novanta ed è stato realizzato in pellicola diapositiva poi digitalizzata. Il secondo è della metà degli anni Duemila. Il terzo è stato scattato il 16 gennaio scorso. Le tre sequenze restituiscono le diverse fasi delle cerimonie e l’evoluzione dello sguardo fotografico nel tempo .
































