Olbia 10 gennaio 2026 – Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Olbia esprime solidarietà alla testata giornalistica Olbianova dopo gli ultimi provvedimenti di esclusione da parte dell’Amministrazione comunale. Una posizione formalizzata in un documento con primo firmatario Ivana Russu, capogruppo.
“Esprimiamo ferma solidarietà alla testata giornalistica Olbianova colpita dagli ultimi provvedimenti di esclusione da parte dell’Amministrazione comunale”. Per il PD cittadino quanto accaduto non rappresenta un caso isolato ma “la conferma di un metodo che a Olbia sembra penalizzare chiunque decida di esercitare il proprio senso critico”.
Nel documento si richiama l’inizio del mandato amministrativo nel 2016. “È un copione che si ripete identico sin dall’inizio del mandato nel 2016, quando uno dei primi atti della giunta fu l’annullamento della proiezione pubblica del film di Sabina Guzzanti: un segnale inequivocabile di una visione che fatica a tollerare il dissenso e la libera espressione culturale”.
Secondo il gruppo consiliare democratico il metodo si sarebbe riproposto negli anni anche nei rapporti con altre realtà dell’informazione. “Negli anni lo abbiamo visto accadere con la testata Olbia.it e con altre realtà dell’informazione: chi non si limita a riportare i comunicati ufficiali, chi analizza le delibere, chi pone domande scomode o mette in discussione la narrazione dell’Amministrazione, viene messo all’indice ed escluso dai canali istituzionali”.
Il PD collega questo approccio anche ai principali atti amministrativi. “Questo metodo di chiusura è stato applicato sistematicamente ai principali atti che segnano il futuro della nostra comunità”. Vengono citati PUC e PUL, il regolamento sulle insegne, l’aumento della TARI, la gestione del servizio rifiuti e il tema della sicurezza urbana. “In tutti questi passaggi cruciali, la logica è stata la stessa: nessuna partecipazione reale, nessuna apertura alle osservazioni critiche, ma solo decisioni calate dall’alto”.
Nel documento si sottolinea come l’impostazione denunciata non riguardi solo la stampa. “Questo atteggiamento non colpisce solo i giornalisti, ma l’intera società civile”. Il riferimento è ai Comitati di Quartiere e alle associazioni del territorio. “È lo stesso muro di gomma contro cui si scontrano da tempo i Comitati di Quartiere, che chiedono risposte su problemi concreti della gestione urbana e non vengono ricevuti per anni non appena portano alla luce inefficienze”. E ancora: “Le Associazioni del territorio vengono coinvolte solo se accondiscendenti e sistematicamente emarginate se i loro rappresentanti scelgono di analizzare criticamente l’operato amministrativo”.
Il gruppo consiliare pone infine una riflessione più ampia sul clima cittadino. “Se questo è il trattamento riservato a chi ha il compito professionale di informare e interrogare il potere, c’è da chiedersi quale sia il clima per l’intero tessuto economico e istituzionale della città”. Secondo il PD emerge “il rischio che si instauri un clima di generale cautela, dove ogni attore sociale possa temere che il proprio rigore o il proprio senso critico vengano percepiti come un ostacolo invece che come una risorsa”.
La chiusura richiama i principi democratici. “Porre domande, analizzare le scelte pubbliche e mettere in discussione l’operato di chi governa non è un atto di ostilità, ma un pilastro della democrazia”. Da qui l’appello conclusivo: “Chiediamo che le istituzioni tornino a essere la casa di tutti i cittadini e che si rispetti il diritto della stampa di fare il proprio lavoro: informare, analizzare e interrogare chi amministra la cosa pubblica”.
































