OLBIA. I riti della Settimana Santa in città, che come da tradizione si svolgono nella chiesa primaziale di San Paolo Apostolo, toccheranno l’apice con la deposizione del Cristo dalla Croce, più conosciuta come “S’Iscravamentu”. Quest’anno, il parroco don Gianni Satta ha affidato allo scrittore Marcello Fois il commento della Passione e morte di Gesù del venerdì santo, che sarà raccontato nella sua lingua madre, il nuorese.
“Marcello Fois – ha sottolineato don Satta – è stato invitato poiché laico e anche perché è uno scrittore, un commediografo, uno sceneggiatore di lingua italiana che ha accettato di esprimere ed evocare il racconto popolare nella lingua materna, il sardo nuorese, nella libertà di una comunicazione originaria e originale”.
Con i canti del coro Olbia Folk Ensamble, sarà come sempre la confraternita di Santa Croce a mettere in scena la rievocazione della rimozione dalla croce del Cristo morto. Il passaggio, narrato nei Vangeli, che ha protagonisti Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, impersonati da due confratelli, segue rigidamente la sequenza dell’antico rituale olbiese. Il dramma dello schiodamento, con il distacco della corona di spine e dei chiodi tolti dopo tre colpi di martello sul legno, si svolge di fronte all’altare sulla grande croce lignea appositamente allestita. S’iscravamentu sarà trasmesso in diretta da Telesardegna in collaborazione con Olbianova sul canale 13 del digitale terrestre.
































