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Olbia Calcio, storie di intrighi, matasse da dipanare, imprevisti e fantasmi

Cosa sta accadendo all’Olbia Calcio in questo terribile 2024?

Salvatore Cristofaro di Salvatore Cristofaro
18 Maggio 2024 ore 14:43
in Notizie, Top
Tempo di lettura 5 min.
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Sembra il trailer di un film di Harrison Ford, in arte Indiana Jones, un eroe chiamato a destreggiarsi tra pericoli di ogni genere, trappole, nemici e amici fidati, il classico film dove per apprezzarne la trama devi aspettare la fine e il finale poi ti regala sempre clamorosi colpi di scena. È proprio ciò che sta accadendo all’Olbia Calcio in questo terribile 2024 dove veramente non c’è pace. Ma per coloro che si sono distratti o non hanno avuto modo di seguire le vicissitudini societarie facciamo un breve riepilogo su ciò che è successo alla centenaria squadra bianca.

Nel mese di novembre 2023 la proprietà della società Olbia Calcio, capeggiata da Alessandro Marino, passa di mano; i nuovi proprietari sono gli svizzeri della Swiss Pro Promotion, persone sulla cui serietà lo stesso Marino è pronto a scommettere. Invero, si racconta che nello stesso periodo un noto pilota di Formula Uno con interessi in Costa Smeralda pare avesse avanzato richiesta per acquisire la società bianca ma la cifra a suo tempo offerta dagli svizzeri era di gran lunga superiore a quanto proposto dal miliardario del mondo delle corse.

Così Benno Raëber, Guido Surace e Klaus Schwerdoeger, sbarcano nella capitale della Gallura con buoni propositi; rilancio del club e costruzione di un nuovo stadio, certi che la gestione della società – già in buone mani – sarebbe stata una passeggiata così come la salvezza della squadra che da otto anni aveva sempre traguardato l’obiettivo. La formula per la conduzione della compagine bianca è un po’ anomala; della serie “io compro la società ma tu vecchio proprietario continui a gestirla”. Una sorta di gentlenen agreement e fiducia reciproca tra gli svizzeri e Marino. Ma questo strano accrocchio dura giusto un paio di mesi, nel frattempo la squadra infila una lunga serie di sconfitte consecutive che lo stesso Leandro Greco – allenatore del momento – non riesce a spiegare. Urge un cambiamento immediato, ma prima ancora è necessario l’ingaggio di calciatori in grado di assecondare i piani della società.

Al direttore dell’area tecnica Tomaso Tatti – unico in società a capire di calcio – viene affidato l’incarico di cercare nel mercato di riparazione le risorse per supportare La Rosa e compagni nell’obiettivo della salvezza. Le disponibilità al momento sono davvero scarse e così al DS viene consegnata una bacchetta magica, tante cordiali strette di mano e pacche sulle spalle utili per rinforzare la squadra; pertanto, ci si deve accontentare di ciò che passa il convento. Arrivano calciatori in fase di recupero da importanti infortuni con un passato neanche male ma poco funzionali alla causa dell’Olbia che ambisce alla permanenza nella categoria. La squadra intanto continua nella sua inesorabile discesa verso i bassifondi della classifica e a fine corsa concluderà la sua esperienza in serie C ultima tra le ultime.

Sul fronte tecnico, si avvicendano altri due coach, dopo Greco, che rimane l’allenatore dei bianchi con la media punti più alta del campionato, arrivano dapprima Marco Gaburro e poi Oberdan Biagioni. Ma niente da fare, è un anno maledetto. La squadra non è tranquilla e subisce passivamente le vicissitudini societarie, morale della favola; retrocessione.

Sul fronte dirigenziale accade di tutto e di più. Dopo la partita vittoriosa contro la Recanatese il presidente Marino si dimette ma la società giura che non è vero, nel frattanto arriva Ninni Corda – nome non nuovo nel mondo del calcio nazionale – con mansioni da consulente esterno della Swiss Pro a supporto dell’Olbia. Poi è la volta di Guido Surace, uomo di finanza con un curriculum da fare invidia a tanti professionisti del mondo finanziario/immobiliare che sbarca in Gallura e inizia a prendere le redini della società rimasta orfana di Alessandro Marino nuovamente dimissionario senza ripensamenti.

Da quel momento la nuova dirigenza si muove in un campo minato, ogni giorno c’è una sorpresa ed i problemi spuntano fuori come i funghi in autunno. Stranamente arrivano una serie di ingiunzioni giudiziarie da parte di fornitori che spaventati dal caos aziendale richiedono le loro ragioni di credito; fa specie però vedere partner nelle forniture alla società che improvvisamente si ricordano di vecchi crediti (sono stati richiesti i pagamenti di fatture datate 2020) e chiedono il saldo delle loro spettanze, tutto  e subito. Anche coloro i quali avevano concordato dei piani di rimborso da svilupparsi nel medio periodo non mostrano pazienza e senza indugio avanzano legittime richieste fino ad allora dormienti.

La gente si chiede “ma costa sta succedendo nell’Olbia Calcio? Che ne è della società virtuosa di cui si è sempre parlato? È mai possibile che nel volgere di tre mesi si sia passati da una logica di virtuosismo ad una realtà catastrofica?”.

La compagine bianca appare come una matassa da dipanare dove si fa fatica a trovarne il bandolo, servono soldi per mandare avanti l’ordinaria amministrazione e gli svizzeri si trovano in un momento non previsto all’epoca del loro ingresso. La nuova proprietà sta comunque affrontando la situazione con caparbietà cercando di fare fronte a tutti gli impegni presi dalla precedente gestione.

“La Swiss Pro non verrà qui per portare denari freschi ma per creare opportunità finanziarie per l’Olbia”. Questo è quanto era stato detto dal presidente Marino allorquando la Swiss Pro Promotion era sbarcata in Gallura. Tuttavia, diventa una corsa contro il tempo, la compagine elvetica provvede al pagamento degli stipendi anche grazie al temporaneo e momentaneo soccorso dell’ex presidente Marino che da quel momento scompare dai radar societari, esce di scena, nonostante sia ancora proprietario del 10% delle quote societarie, e con lui spariscono anche altre figure apicali della società.

Ma il calcio si sa è una giungla e diventa sempre più un mondo strano e misterioso, così la squadra gallurese, come per magia, ritorna ad essere un piatto troppo appetibile da parte di alcuni personaggi in cerca di popolarità ed ecco allora spuntare un altro nome, già conosciuto nel mondo della sfera di cuoio per aver acquistato e gestito una blasonata società del meridione italiano, ora interessato e “innamorato” dell’Olbia che non vorrebbe apparire in prima persona ma sarebbe solo il finanziatore di una nuova cordata. Insomma, tutt’altro che un caos calmo.

Gli svizzeri però non mollano e cercano a tutti i costi di preservare il capitale all’epoca investito per acquisire le casacche bianche (1.400.000 € più 300.000 € di fidejussione nell’interesse della Lega Pro). Nel chiacchiericcio olbiese del pallone rispunta anche il nome di Alessandro Marino che – si dice – potrebbe riprendere volentieri in mano le redini della società. Ma allora perché vendere l’Olbia nel mese di novembre?

In tutta questa confusione in città si è smesso ormai di parlare di calcio giocato per lasciare spazio ad altri argomenti su intrighi, strategie e tattiche da scrivania. Spuntano fuori altri debiti di piccolo taglio che comunque fanno cumulo e si aggiungono ad un’operazione ben più corposa che in questo momento rappresenta il vero ostacolo da superare.

Intanto davanti alla porta del povero Surace – presidente del CdA dell’Olbia Calcio – c’è sempre una serie di interlocutori, chi manda un bacio, chi lancia un fiore e chi si prenota per la prossima stagione, anche quelli che avevano rinnegato la vecchia società si fanno avanti per offrire le proprie prestazioni e richiedere un contratto. Guido Surace per ora tiene botta, consapevole che nel momento in cui la “matassa” sarà dipanata solo allora potrà prendere impegni veri per una squadra e una maglia che oggi più che mai ha bisogno di serenità e della vicinanza costruttiva di chi realmente dice di volere solo il bene dell’Olbia.

Una cosa è certa, un club che ha l’ambizione di avere nel proprio DNA i connotati della serietà deve necessariamente contornarsi di professionisti che incarnino i crismi della trasparenza, della chiarezza e dell’onestà, caratteristiche fondamentali per portare avanti un progetto serio e ambizioso come quello proposto a novembre dall’ex presidente Marino e voluto fortemente dalla Swiss Pro. In attesa che il sole torni a splendere sull’Olbia Calcio, la figura di un fantasma, anzi forse due, si aggira furtiva sui cieli galluresi.

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