OLBIA. Fresco di rinnovo contrattuale abbiamo intervistato Luca La Rosa in procinto di trasferirsi a Buddusò per l’ormai consueto ritiro precampionato.
Luca, si riprende a faticare?
A dire il vero da quando è finito il campionato non ho mai smesso di allenarmi, ho fatto giusto qualche giorno di riposo ma poi ho ripreso in fretta a prepararmi perché chi ha l’ambizione di fare questo lavoro deve sempre farsi trovare pronto.
Parliamo di contratti, un rinnovo tanto atteso?
Sono felicissimo di questo rinnovo, ho sempre voglia di mettermi in gioco e sono pronto e orgoglioso di poter indossare questa maglia per la decima stagione nella mia vita calcistica. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente il Presidente Marino, Il Direttore Tatti, il Dirigente Bazzu e tutta la società per la fiducia accordatami e per la grande opportunità che mi è stata concessa.
Cosa rappresenta per te l’Olbia e la maglia bianca?
Vestire la maglia bianca è una sensazione particolare che ti parte dal cuore e ti riempie tutto il corpo, la maglia dell’Olbia è magica soprattutto per chi come me è cresciuto nel mondo del calcio. L’Olbia era la squadra che tifavo da bambino, già da ragazzo ho avuto modo di partecipare ai tanti campionati giovanili, per arrivare infine alla prima squadra, spesso con la fascia da capitano. In tutti questi anni ho messo insieme 200 partite in maglia bianca (in prima squadra), quindi, per me essere qui è un motivo di cuore e di orgoglio.
Dopo le 200 partite qual è il prossimo traguardo?
Non mi pongo limiti, voglio giocare finché sto bene e portare l’Olbia più in alto possibile, poi in futuro mi piacerebbe restare ancora all’interno di questa società che mi ha dato tanto.
Pronti per iniziare una nuova avventura, quest’anno come ti sembra la squadra?
Sicuramente il gruppo base è stato confermato, la maggior parte dei miei compagni – con cui ci siamo salvati in un crescendo di campionato – vestirà ancora la maglia bianca pronti e fieri di affrontare tutti insieme il prossimo torneo. Le basi sono ottime, quindi ripartiamo da dove abbiamo finito, poi alla tattica e al modulo ci penserà il Mister. Noi adesso dobbiamo faticare, pedalare e trasmettere ai nuovi la mentalità giusta, tutti dobbiamo avere ben presente che cosa vuol dire giocare l’ottavo campionato consecutivo di serie C e lottare per la maglia. La società, la dirigenza e tutti coloro che operano all’interno della nostra struttura meritano il nostro massimo impegno.
Avere un padre che per anni ha indossato la tua stessa maglia che sensazioni ti genera?
Rammarico. Si proprio il rammarico di non potermi confrontare con lui che tanto amava questa maglia, lui pur avendo giocato nell’Olbia in quarta serie è sempre stato un professionista serio e io porto con me la sua passione e la sua serietà. So che per lui vedermi giocare sarebbe stata una grande gioia. Poi ogni volta che entro nel terreno di gioco alzo gli occhi al cielo e… penso di dare il massimo per fare felici chi mi vuole bene.
Tuo figlio (anche lui Giuseppe) fa tifo per te?
No, lui tifa Daniele Ragatzu.
































