GOLFO ARANCI. Occorrerà attendere il risultato delle indagini del Procuratore Gregorio Capasso che nell’immediatezza della collisione tra il peschereccio AleMax II, salpato dal Lazzaretto di Golfo Aranci, e il traghetto Sharden diretto da Olbia a Livorno, aprì un fascicolo al fine di stabilire le responsabilità di quanto accaduto al largo di Capo Figari.
L’unica certezza, almeno per il momento, è che le ipotesi sulla scomparsa di Mandi Diomè (nell’immagine di copertina) fatte per primi dai pescatori di Golfo Aranci, basate sull’esperienza di chi va per mare da sempre, si sono rivelate tragicamente esatte.
Le possibilità che il marinaio senegalese di cui non è stato ritrovato niente in mare, neanche un elemento, un pezzo dell’abbigliamento o un oggetto di sua appartenenza, già la mattina dell’incidente, tra coloro che sanno “leggere” il mare, fosse davvero scampato erano pari a zero. “Mandi – si diceva – è stato stato risucchiato in fondo insieme alla barca”. E così sembra sia stato.
Mandi Diomè non ha avuto scampo. È verosimilmente morto nel momento il cui si è inabissata l’imbarcazione. Lo stesso Mario Langiu, giovane 28enne ma espertissimo uomo di mare, lo aveva cercato gridando il suo nome nel momento in cui era riuscito a mettersi in salvo semplicemente perchè la piccola scialuppa gonfiabile era emersa come per miracolo a poca distanza da lui. Langiu ne aveva riconosciuto il suono tipico degli oggetti che salgono in superficie spinti dalla pressione.
Si sarebbe potuto salvare anche il suo amico, “uno di famiglia”, come lo aveva definito il padre di Mario al rientro dalle prime ricerche durate tutta la notte. Lui e gli altri marinai cercavano solo Mandi perché mentre si trovavano in mare avevano ricevuto la notizia che Mario era in salvo. Quel ragazzone simpatico e pieno di vita, invece, ha seguito un destino diverso. È andato giù insieme alla barca che per lui era come una seconda casa.
La notizia del ritrovamento della salma di Mandi è stata accolta in paese con grande dolore. Anche se le speranze di trovarlo in vita erano ridotte al lumicino già a poche ore dalla collisone in mare, il sindaco Mario Mulas commenta così: “Nella grande tristezza di un evento che ci ha profondamente toccati vi è ora la piccola consolazione per i familiari della vittima del naufragio che potranno avere una tomba su cui piangere. Siamo vicini alla sua famiglia e alla famiglia Langiu”.
































