Mario Petrone, come ti senti dopo un gesto così ignobile? “Male, soprattutto per il danno morale che ho subìto. Il gesto è da denunciare, da condannare ma non mi capacito che sia stato fatto in un struttura no profit che ha l’unico obiettivo dell’inclusione sociale, cioè di permettere anche ai disabili di godere del mare, della spiaggia, di una giornata serena”.
Non è che ti arrendi? “No, assolutamente no. L a forza me la danno sia quelli che mi hanno aiutato ad allestire la spiaggia, cioè Dario Serra, Giovanni Bitti, Ciro Catrigato ed altri amici e sia le persone che vengono in spiaggia. Che mi hanno esortato ad andare avanti, a proseguire in questo progetto. Qualcosa di impensabile fino a venti giorni fa”.
Chi può aiutarti a superare questo delicato e dispendioso momento? “La gestione è a basso costo, basterebbe coinvolgere qualche imprenditore sensibile e si risolve il problema. Io sono sinceramente sfiduciato, però vorrei poter continuare l’attività per aiutare persone che hanno problemi”.
Hai idea di chi possa avere compiuto un gesto così assurdo e vigliacco? “No, noi non diamo fastidio a nessuno, abbiamo bonificato la spiaggia messa a disposizione dal comune di Olbia, oggi è un vero gioiellino dove persone disabili trascorrono ore, giorni felici: Mai avrei pensato ad una situazione del genere”.
E’ vero che questa azione coì riprovevole ha avuto una eco nazionale?
“Verissimo, mi hanno cercato tanti amici, numerosi giornalisti da Roma, Milano, Torino, Napoli, e poi d tutta la Sardegna: tutti mi hanno invitato continuare portare avanti un progetto così importante. Questa solidarietà mi convince definitivamente a non mollare”.
































