il Gip Marco Contu ha convalidato l’arresto di Michele Fresi, il giovane di 27 anni che sotto l’effetto della droga, ha ucciso il padre di 58 anni.
Fresi si è avvalso della facoltà di non parlare ma poi ha rilasciato spontanee dichiarazioni. Al giudice Contu ha raccontato di aver ingerito 10 francobolli di LSD e poi, “per contrastarne l’effetto, ho preso una dose di cocaina. Non capivo più nulla, vedevo intorno a me mostri extraterrestri. Io stesso volevo combatterli. Per questo motivo mi sono rivolto ai Carabinieri, ho anche suonato il campanello ma nessuno mi ha risposto. Ho chiamato anche mio padre, gli ho detto che doveva venire a combattere perché i mostri mi stavano circondando”.
In relazione all’omicidio del padre, Michele Fresi non ha fatto alcun accenno al giudice ma ha confessato ai suoi legali che “ancora non si capacita di aver ucciso l’unica persona che mi voleva bene”.
Sul fronte giudiziario l’avvocato d’ufficio Nino Vargiu lascia l’incarico al collega Chicco Turitto scelto da lui stesso poiché lo aveva seguito in altri casi.
Il delitto di Arzachena ha provocato grande commozione e sbigottimento in paese. Le persone che conoscevano padre e figlio parlano di un rapporto estremamente complesso.
In passato Michele Fresi si era reso protagonista di atti vandalici efferati come quando mise a soqquadro il museo di Arzachena. A lui sono stati addebitati anche furti e altre azioni vandaliche
Un carattere violento, spesso senza freni, che ha messo in croce più di una volta il padre costretto a riportarlo a casa quando dava in escandescenze.
Anche la scorsa notte doveva essere uguale a tutte le altre. Michele ha dato fastidio a qualcuno e il padre intervenuto per recuperarlo. Stavolta un destino assurdo ha interrotto un rapporto tossico che andava avanti da anni. Comincia così una lunga fase giudiziaria. I Carabinieri sono già al lavoro per mettere insieme le testimonianze e ricostruire gli ultimi momenti di una tragedia annunciata.
































