Olbia 19 dicembre 2025 – La Asl Gallura e l’Avis Olbia uniscono le forze contro l’emergenza sangue. Questa mattina, nella Radiologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, è stato presentato il progetto Sambene e Salude, iniziativa che lega la donazione del sangue alla prevenzione sanitaria, con particolare attenzione alle donne.
Dal mese di gennaio, le utenti che doneranno il sangue avranno la possibilità di effettuare in ospedale un esame di Mineralometria Ossea Computerizzata per la prevenzione dell’osteoporosi e dell’osteopenia. Un’azione che punta a incentivare la donazione e allo stesso tempo rafforzare la cultura dello screening.
Alla presentazione erano presenti il commissario straordinario della Asl Gallura Ottaviano Contu, il direttore sanitario Pietro Masia, il presidente dell’Avis Olbia Gavino Murrighile, il direttore del Dipartimento Mia e della Radiologia di Olbia Vincenzo Bifulco, il responsabile della Medicina trasfusionale e buon uso del sangue Marco Cocco e la direttrice sanitaria dell’Avis Olbia Daiana Giangrande.
«Questo progetto è ampiamente condiviso dall’Azienda perché ha diversi punti di merito – ha sottolineato Pietro Masia – in quanto rispetta gli indirizzi della medicina del territorio avvicinando i cittadini al mondo sanitario. Punta la lente sulla prevenzione e quindi è un investimento a basso costo, poiché in questo modo si anticipano le malattie. Mostra, inoltre, una grande attenzione alla medicina di genere».
Sulla stessa linea l’intervento di Gavino Murrighile. «Pochi giorni fa il Consiglio comunale di Olbia ha approvato una risoluzione a tutela delle donne – ha affermato – e il progetto Sambene e Salude va proprio in questa direzione. Per la prima volta facciamo squadra: c’è stata una grande sinergia con la Asl Gallura che auspichiamo possa proseguire, perché se si lavora insieme si può fare buona sanità, anche estendendo l’iniziativa a tutta la Regione Sardegna. Il sangue è vita e stiamo cominciando proprio dalle donne, che sono coloro che danno vita. La campagna di sensibilizzazione mette al centro il donatore che deve essere coccolato e stimolato. L’obiettivo di tutti noi è raggiungere l’autosufficienza ematica».
Il valore sanitario del progetto è stato evidenziato da Vincenzo Bifulco. «La bontà dell’iniziativa è evidente – ha spiegato – perché mette insieme due temi centrali per la sanità, come la donazione del sangue e lo screening. Le patologie legate alle ossa non sono trascurabili, perché una diagnosi precoce contribuisce a ridurre le conseguenze. L’osteoporosi, ad esempio, se trascurata può portare a un aumento del rischio di fratture anche per traumi minimi, soprattutto nelle donne in età avanzata».
Sul fronte trasfusionale, Marco Cocco ha richiamato l’attenzione sui numeri. «Solidarietà e promozione della salute sono i cardini di questo progetto – ha detto – e l’attenzione al donatore è fondamentale, perché in questo modo si fidelizzano le persone che tornano al Centro trasfusionale. Il trend in Gallura è buono, con 7000 sacche annue, ma occorre uno sforzo in più per incrementare di ulteriori 500-700 sacche che ci consentirebbero di raggiungere il traguardo dell’autosufficienza».
In chiusura, Daiana Giangrande ha ricordato quanto il sangue sia determinante per l’attività chirurgica e come iniziative di questo tipo contribuiscano a riconoscere il ruolo centrale delle persone che scelgono di donare.
































